L’ultima terribile notte di Desirée, stuprata e uccisa dal branco a 16 anni

Le parole del supertestimone avrebbero trovato pieno riscontro nei primi risultati dell'autopsia sul corpo della minorenne. Sullo sfondo della sua morte, stupefacenti e uno stupro di gruppo. Nella Capitale è caccia all'uomo.

Pubblicato da Giovanna Tedde Mercoledì 24 ottobre 2018

L’ultima terribile notte di Desirée, stuprata e uccisa dal branco a 16 anni
Foto: La 16enne Desirée Mariottini, stuprata e uccisa a Roma/Ansa

Desirée Mariottini aveva solo 16 anni, e nella notte tra il 18 e il 19 ottobre scorsi è stata trovata morta a San Lorenzo (Roma). Il suo corpo in uno stabile occupato in via dei Lucani, a documentare una fine orribile: stuprata e uccisa dal branco. Le parole di un testimone troverebbero conferma nei risultati dell’autopsia.

Desirée Mariottini: cronaca di un orrore

Il cadavere della 16enne Desirée Mariottini, di Cisterna di Latina, è stato ritrovato in uno stabile di via dei Lucani, a San Lorenzo.

Sul giallo si sono innestate le dichiarazioni di un supertestimone, che ora troverebbero conferma attraverso le emergenze in sede autoptica.

La ragazza aveva assunto stupefacenti e il suo corpo presenta segni ascrivibili a una violenza sessuale di gruppo. Gli inquirenti hanno sentito due immigrati africani e due ragazze, che potrebbero essere utili alla ricostruzione dell’ultima terribile notte della minorenne.

La ricostruzione di quella notte

Secondo quanto emerso con le indagini, la vittima sarebbe stata una assidua frequentatrice di quei luoghi, e sarebbe stata vista diverse volte nei pressi di quel magazzino in disuso.

Si attende la conferma dei tossicologici, ma i medici legali che hanno eseguito l’autopsia ritengono verosimile un’overdose. Potrebbe essere proprio questa la causa del decesso della 16enne, e intorno al giallo grava l’apertura di un fascicolo per omicidio e stupro.

Le parole del supertestimone

Nell’inchiesta sulla morte di Desirée Mariottini, con ipotesi di omicidio e stupro di gruppo, è entrata di prepotenza una testimonianza che potrebbe essere decisiva.

Il supertestimone è un senegalese, che ha descritto alla stampa e alla polizia cosa avrebbe visto quella sera: “Sono arrivato lì (nello stabile di via dei Lucani, ndr) tra mezzanotte o mezzanotte e mezza, sono entrato e c’era una ragazza che urlava. L’ho guardata, poi ho visto che c’era un’altra ragazza nel letto: le avevano messo una coperta sul viso ma si vedeva la testa. Non lo so se respirava ma sembrava già morta, perché la sua amica ripeteva che l’avevano drogata e violentata e che era morta“.

Sembrano le sequenze chiave di un omicidio, vittima proprio Desirée: “C’erano africani, un po’ di gente, sei o sette persone“, ha detto il senegalese, che ha anche riferito le presunte parole della seconda ragazza presente sulla scena: “Era italiana, romana. Urlava che l’avevano violentata, tre o quattro persone“.

Edificio sotto sequestro

Lo stabile è stato posto sotto sequestro, e la Squadra mobile lavora al delicato compito di rimettere insieme i pezzi di un puzzle al momento ancora incompleto.

Acquisite le immagini delle telecamere di sorveglianza posizionate in quella zona, che potrebbero mettere a fuoco la posizione di uno o più attori sulla scena del crimine.

Sono ancora troppi gli interrogativi irrisolti intorno al caso, in cui smarrimento e disperazione fanno da cornice a una tragedia di proporzioni incalcolabili. Si parla anche del presunto ritrovamento di uno smartphone sporco di sangue, che qualcuno avrebbe trovato nell’edificio e avrebbe prontamente consegnato agli inquirenti.

Qualcuno, quella maledetta notte, ha allertato i soccorsi da una cabina telefonica: prima la chiamata al 112, poi al numero unico per le emergenze. All’altro capo un uomo, dall’identità ignota, che chiedeva l’intervento dei soccorsi per una ragazza che stava “morendo”. Soccorsi purtroppo inutili a strappare Desirée a quel vortice di morte.

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