‘L’omosessualità è contro natura’: medico condannato a Torino

Si tratta di una dottoressa 65enne, a processo per diffamazione ai danni degli omosessuali e del movimento Lgbt. In merito ad altre sue esternazioni, l'imputata è stata assolta "perché il fatto non sussiste".

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 14 dicembre 2018

‘L’omosessualità è contro natura’: medico condannato a Torino
Foto: Pixabay

Un medico 65enne è stato condannato da Tribunale di Torino per diffamazione ai danni degli omosessuali e del movimento Lgbt. La dottoressa dovrà pagare una multa di 1.500 euro e una provvisionale di 2.500 euro al Coordinamento Torino Pride e a Rete Lenford. Aveva sostenuto che “l’omosessualità è contro natura”.

Condannata per diffamazione

Il Tribunale di Torino ha emesso la sentenza a carico di una dottoressa 65enne, imputata per diffamazione ai danni degli omosessuali e del movimento Lgbt per aver sostenuto che “l’omosessualità è contro natura”.

Il medico è stato condannato al pagamento di una multa di 1.500 euro e una provvisionale di 2.500 euro a Coordinamento Torino Pride e a Rete Lenford.

La Procura, tramite il sostituto procuratore Giuseppe Riccaboni, aveva chiesto una multa di 1.000 euro.

Come riportato da Ansa, la dottoressa ha commentato così la vicenda: “Nel momento in cui dico che gli uomini che fanno sesso con altri uomini hanno rischi maggiori di contrarre malattie e tumori, è documentato. Se non ci fossero questi dati questo sarebbe un sacrosanto processo“.

La difesa annuncia il ricorso

La difesa della 65enne ha annunciato il ricorso in appello. Secondo il suo avvocato, Mauro Ronco, sarebbe stata condannata “soltanto per una frase rivolta al movimento Lgbt“.

Il legale ha poi definito la sentenza “equilibrata, perché la assolve per le frasi pronunciate sui comportamenti omosessuali“.

Alessandro Battaglia, ex coordinatore del Torino Pride, ha sottolineato il carattere di ‘svolta’ del verdetto: “Questa è una sentenza storica, mai un’associazione Lgbt era stata ammessa a un processo come parte civile e riconosciuta persona offesa del reato di diffamazione“.