Lecco, infermiera killer libera dopo 14 anni: “Cerco normalità”

Famiglie delle vittime sul piede di guerra, rabbia dopo la scarcerazione della donna ritenuta responsabile di 5 omicidi e di 3 tentati omicidi. Inizialmente fu imputata per 28 delitti (per alcuni dei quali fu assolta per insufficienza di prove).

Pubblicato da Giovanna Tedde Giovedì 25 ottobre 2018

Lecco, infermiera killer libera dopo 14 anni: “Cerco normalità”
sonya caleffi

È una donna libera Sonya Caleffi, l’infermiera killer scarcerata dopo 14 anni di detenzione per aver ucciso 5 anziani pazienti e aver tentato l’omicidio di altri 2. Allora lavorava all’ospedale Manzoni di Lecco, e il suo caso diventò di dominio internazionale. Arrestata nel 2004 e condannata a 20 anni, oggi ne ha 48 e spera di trovare la sua ‘normalità’.

Sonya Caleffi torna in libertà

Nel 2004, Sonya Caleffi viene arrestata con l’accusa di omicidio e tentato omicidio: 28 i decessi sospetti (18 quando lavorava al Manzoni di Lecco e 10 al Sant’Anna di Como). Il modus operandi è uno: iniezioni di aria in vena per provocare un’embolia.

L’infermiera ‘killer’ viene ritenuta colpevole della morte di 5 anziani pazienti e di aver tentato di fare altrettanto con altri 2. La condanna in via definitiva è a 20 anni di carcere, ma ne sconta soltanto 14 tra Bollate e San Vittore.

Nel 2010 il matrimonio con un altro detenuto, poi l’affidamento in prova ai Servizi sociali in base all’art. 47 della legge 354/75.

Sono cambiata, sono un’altra persona. Quello che desidero adesso è solo un po’ di normalità“. Queste le sue parole alla stampa poco dopo il suo ritorno allo stato di libertà.

Perché Sonya Caleffi è libera?

Nonostante la condanna a 20 anni di reclusione, Sonya Caleffi ne ha scontati 14 in carcere e ora è una donna assolutamente libera.

Ma come si è arrivati a questa sensibile riduzione della pena? Il calcolo è facile: 3 anni sono stati tagliati per effetto dell’indulto, altri 3 per la buona condotta della detenuta.

Nel marzo 2018 l’affidamento in prova e il 27 settembre successivo la definitiva scarcerazione. A Tavernerio, nel Comasco, la aspetta il futuro.

La scia di sangue dietro ‘l’angelo della morte’

Le vittime di Sonya Caleffi sono 5 (almeno quelle che la giustizia ha addebitato alla sua condotta di ‘angelo della morte’).

Una scia di sangue che i parenti delle persone morte sotto la sua cura non potranno mai dimenticare:  Maria Cristina, Biagio La Rosa, Teresa Lietti, Ferdinando Negri, Elisa Colomba Riva.

Per tutti gli altri omicidi che l’hanno vista inizialmente imputata è stata disposta l’assoluzione perché il fatto non sussiste o per insufficienza di prove.

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