Le poesie per festeggiare il Carnevale 2012, per grandi e piccini

Ecco a voi le poesie per festeggiare il Carnevale 2012, per grandi e piccini: la festa più colorata dell’anno è sempre molto attesa e amatissima da tutti!

Pubblicato da Francesca Bottini Domenica 22 gennaio 2012

Le poesie per festeggiare il Carnevale 2012, per grandi e piccini

Oggi vi proponiamo le poesie per festeggiare il Carnevale 2012, per grandi e piccini, perfette per la festa più colorata dell’anno. Sarà divertente sia per voi che per i vostri bambini leggere e imparare queste bellissime poesie, classiche e che raccontano anche la storia delle maschere più famose. Ormai manca pochissimo al Carnevale 2012 e tutti saranno in fermento per scegliere la maschera perfetta! Che ne dite? Nel frattempo immergetevi nello spirito scherzoso e carnevalesco con queste bellissime e divertenti poesie!

Canzonetta di carnevale

Pulcinella aveva un gallo;
tutto il giorno vi andava a cavallo,
con la briglia e con la sella.
Viva il galletto di Pulcinella!

Pulcinella aveva un gatto;
tutto il giorno saltava da matto,
suonando una campanella.
Viva il gattino di Pulcinella!

Carnevale

E’ tornato Carnevale.
Per la strada, tra un inchino
e una buffa riverenza,
vanno allegri un Arlecchino,
Colombina, Pantalone,
Corallina, Balanzone,
e Rosaura con Brighella
a braccetto a Pulcinella.
“Fo’ l’inchino……Serva sua”
“E io fo’ la riverenza, Eccellenza….!”
E giù risa, scherzi, grida e schiamazzi
di fanciulli e di ragazzi.

Carnevale vecchio e pazzo
Gabriele D’Annunzio

Carnevale vecchio e pazzo
s’è venduto il materasso
per comprare pane, vino,
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.
Beve, beve all’improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia.
Così muore il Carnevale
e gli fanno il funerale:
dalla polvere era nato
e di polvere è tornato.

Gianduja

Giacca marrone, panciotto giallo
porto i colori del pappagallo;
calzoni verdi, calzette rosse,
col vino mi curo tonsille e tosse.
Naso paonazzo, cappello tricorno
son Gianduia perdigiorno.
Se non vi basta il cappellino
c’è la parrucca col codino.

Pranzo e cena
Gianni Rodari

Pulcinella e Arlecchino
cenavano insieme in un piattino:
e se nel piatto c’era qualcosa
chissà che cena appetitosa.
Arlecchino e Pulcinella
bevevano insieme in una scodella,
e se la scodella vuota non era
chissà che sbornia, quella sera.