Lavoretti per bambini, fuochi d'artificio innocui con castagne e carta colorata

Ecco a voi un gioco simpatico e divertente da realizzare con i nostri bambini: prendete delle semplici castagne, della carta velina colorata e fate i vostri fuochi d'artificio!

castagne

Le castagne sono buonissime da mangiare, ma possono anche diventare un ottimo strumento per far divertire i nostri bambini, costruendo per loro un gioco semplice, facile da realizzare, che necessita di pochissimi strumenti per la sua realizzazione. Se a Capodanno avete assistito ai fuochi d’artificio casalinghi o spettacolari organizzati nelle varie città, che ne dite di mettere in piedi al parco o nel giardino di casa uno spettacolo davvero divertente e colorato, ma, soprattutto, innocuo a misura di bambino? Realizziamo insieme questi ‘fuochi’ con le castagne.

Le castagne sono un frutto della natura che possiamo assaporare in autunno: ancora adesso, però, in giro per i banchi del mercato possiamo trovarle. Possiamo decidere di comprarle per farle cuocere nel camino o nella pentola adatta e proporle come merenda (forse un po’ pesante, ma sicuramente gustosa), ma possiamo anche realizzare un gioco davvero divertente.
 
Per realizzare questo gioco fai da te, dobbiamo prendere delle castagne abbastanze grosse, delle striscioline di carta colorata, possibilmente con un po’ di glitter o qualche dettaglio brillante, di un paio di forbici e di un po’ di colla.
 
Prendete una castagna e praticate con le forbici un foro nella parte laterale. Prendete le vostre striscioline di carta velina nel colore scelto (strisce abbastanza lunghe!) e attaccatele con la colla alla castagna nel foro praticato. Il tempo che la colla si asciughi e il gioco è pronto per essere utilizzato: andate all’aria aperta, lanciate in aria i vostri fuochi d’artificio e godetevi lo spettacolo!
 
Buone da mangiare, ma anche divertenti per passare un pomeriggio all’aria aperta in allegria con i bambini: ma lo sapevate che le castagne fanno anche del bene al nostro corpo?
 
Foto di pizzodisevo.

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Parole di Patrizia Chimera

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