La ragazza sopravvissuta a un aborto: salvata da un’infermiera che l’ha sentita piangere tra i rifiuti medici

Una vicenda che ha dell'incredibile e che nascondeva non una ma ben due verità drammatiche: a 41 anni, la protagonista del mancato aborto ha deciso di parlare al mondo della sua vita.

Pubblicato da Giovanna Tedde Martedì 5 giugno 2018

La ragazza sopravvissuta a un aborto: salvata da un’infermiera che l’ha sentita piangere tra i rifiuti medici

Melissa Ohden è sopravvissuta a un aborto, salvata da un’infermiera che l’ha sentita piangere tra i rifiuti medici. La sua storia è venuta a galla quando aveva 14 anni, e fino ad allora era convinta di essere stata data in adozione dopo un parto prematuro. Il segreto nascosto nella sua incredibile vita l’ha segnata per sempre.

Melissa Ohden: storia di un aborto mancato

Melissa Ohden è stata protagonista inconsapevole di un aborto mancato. Sua madre aveva deciso di non portare a termine la gravidanza, e aveva scelto di abortire.
Ora 41enne, ha raccontato la sua straordinaria storia alla BBC, descrivendo quell’inferno scaturito dalla scoperta di essere una figlia non voluta, scampata per miracolo alla morte.
I fatti si sono verificati nel 1977, in una clinica dell’Iowa. La madre, 19 anni all’epoca, era stata sottoposta a un aborto con somministrazione di soluzione salina tossica per 5 giorni.
A otto mesi, con un peso di 1,3 Kg, il suo corpicino era stato deposto tra i rifiuti sanitari dell’ospedale. Tutti, compresa la madre naturale, la credevano morta.
Ma un’infermiera aveva sentito i suoi vagiti, insospettita al punto da rovistare nella spazzatura sino a scoprire la bambina.
Trasferita in terapia intensiva, è riuscita a salvarsi. La sua famiglia adottiva l’ha cresciuta con amore, e quella vicenda è diventata anche un libro.

La scoperta sconcertante sulla sopravvivenza all’aborto

La sorella adottiva, durante una discussione, si era fatta sfuggire quel segreto gelosamente custodito per anni dal padre e dalla madre che l’avevano accolta in casa.
Una sconvolgente verità che, confermata dai genitori adottivi, l’ha spinta nel baratro della depressione, con un crescendo di disagi psichici sfociati in disturbi alimentari, abuso di alcol e progressivo isolamento dal mondo.

La decisione di trovare la madre naturale

Il dolore si è fatto sempre più forte, sino alla drastica decisione di mettersi sulle tracce della madre naturale. Una ricerca iniziata quando la ragazza aveva 19 anni, culminata 10 anni più tardi nel ritrovamento della donna che l’ha creduta morta, per ben 29 anni.
La donna non era stata messa al corrente della sopravvivenza della figlia, e nessuno le avrebbe mai rivelato, prima di allora, l’avvenuta adozione.
Il faccia a faccia con sua madre è avvenuto a distanza di tre anni dal primo contatto via e-mail. Nel loro primo incontro, Melissa ha scoperto una donna fragile, preda del rimorso.

Un’altra drammatica verità sull’aborto

Stando al racconto della madre, non avrebbe mai voluto abortire, ma sarebbe stata costretta a farlo. A spingerla verso quella traumatica decisione sarebbe stata la nonna di Melissa, che insieme a un amico aveva forzato la figlia ad abortire.
“Sono stati in grado di aggirare i regolamenti e le procedure ospedaliere che mia madre madre avrebbe dovuto affrontare, riuscendo così a farle interrompere la gravidanza”, ha rivelato la 41enne ai microfoni della BBC.
La nonna, infermiera presso l’ospedale in cui Melissa doveva morire, avrebbe addirittura pressato i colleghi affinché si sincerassero della morte della bambina.