Kenya, 14 arresti per il sequestro della volontaria italiana Silvia Romano

La pista dell'estremismo islamico sembra sgretolarsi in favore dell'ipotesi che il sequestro possa essere stato portato a termine da un gruppo di criminali comuni. Ricerche a tappeto in una foresta, noto nascondiglio degli uomini di Al-Shabaab.

Pubblicato da Giovanna Tedde Giovedì 22 novembre 2018

Ci sono sviluppi in merito al rapimento della volontaria italiana Silvia Romano in Kenya. La polizia ha avviato una vera e propria caccia all’uomo per scovare eventuali fiancheggiatori del commando che ha prelevato la 23enne. 14 le persone arrestate nelle ultime ore: sono sospettate di avere contatti con i sequestratori.

Silvia Romano: gli sviluppi delle indagini

L’ipotesi della matrice terroristica di Al-Shabaab, gruppo integralista islamico attivo tra Somalia e Kenya, sembra sempre più lontana sullo sfondo del sequestro di Silvia Romano.

La volontaria italiana 23enne, prelevata da una banda di uomini armati lo scorso 19 novembre, nel villaggio di Chakama, potrebbe essere finita nella rete della criminalità comune. Le testimonianze di alcuni residenti rimandavano alla pista somala per via della lingua con cui i componenti del commando avrebbero comunicato tra loro nel corso dell’agguato.

14 gli arresti eseguiti nelle ultime ore: si tratta di sospettati di complicità con la banda che ha prelevato la giovane, ora posti sotto interrogatorio.

Sebbene nessuna pista sia esclusa, quella dominante sembra essere relativa al banditismo locale. Nell’area sono impegnati uomini dell’esercito e della polizia, e le ricerche del possibile covo si condensano in una foresta che sarebbe stata spesso nascondiglio degli uomini di Al-Shabaab.

Anche nel caso della 23enne, come per il rapimento di numerosi occidentali in una delle aree più calde del mondo, non è ancora possibile archiviare l’ipotesi che possa essere stata venduta agli estremisti.