Ingoia una lumaca per scommessa: muore a 28 anni dopo 420 giorni di coma

Sam Ballard aveva 19 anni quando ha ingoiato l'animale che l'ha infettato e ucciso

Pubblicato da Beatrice Elerdini Lunedì 5 novembre 2018

Ingoia una lumaca per scommessa: muore a 28 anni dopo 420 giorni di coma
Foto: Pixabay

E’ finita tragicamente a 28 anni per una scommessa andata male la vita di Sam Ballard. Aveva 19 anni il giovane rugbista di Sidney quando è rimasto paralizzato dopo aver ingoiato una lumaca. L’animale era stato infettato da un parassita, conosciuto come verme del polmone del ratto. I medici hanno diagnosticato a Sam una meningoencefalite eosinofila. E’ stato in coma 420 giorni e ha trascorso 3 anni su un letto d’ospedale. Otto anni dopo aver contratto la malattia, è deceduto.

La notte dell’incidente nel 2010, racconta uno dei compagni di squadra di Sam, Jimmy Galvin, stavano bevendo ad una festa con altri amici. Improvvisamente Sam ha visto la lumaca e ha pensato di lanciare la scommessa. Non appena l’ha ingoiata ha iniziato a stare male. Immediato il trasferimento in ospedale, dove poi è rimasto per tre lunghi anni.

La madre Katie ha invece spiegato ai media australiani quanto è stata dura la vita della loro famiglia dopo quel tragico incidente. La malattia ha iniziato a provocare numerose crisi epilettiche in Sam. Non era più in grado di regolare la sua temperatura corporea. Non era nemmeno più capace di alimentarsi da solo.

Quando è tornato a casa dall’ospedale, le spese economiche per il suo mantenimento sono state altissime, senza contare le enormi difficoltà emotive.

Gli amici di Sam non si sono dimenticati di lui. Hanno più volte cercato di raccogliere del denaro, affinché la famiglia potesse sostenere le spese mediche per il figlio, ma non era mai abbastanza. Poi un giorno, dopo 8 anni da quella folle scommessa, Sam se n’è andato stretto nell’abbraccio dei suoi cari.

Il verme che ha colpito il giovane rugbista di solito si trova nei roditori. Capita tuttavia che lumache e chiocciole si infettino mangiando gli escrementi dei topi. Nella maggior parte delle persone l’infezione non mostra alcun sintomo ma in rari casi, come quello di Sam, può colpire il cervello.