In Pakistan per incontrare l’uomo dei suoi sogni: 30enne rapita, costretta all’Islam e stuprata

La donna ha denunciato anche la mancata risposta dell'ambasciata alle sue disperate richieste d'aiuto. Per mesi in preda a un vortice di orrori da cui sarebbe fuggita solo grazie al suo istinto di sopravvivenza.

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 25 gennaio 2019

In Pakistan per incontrare l’uomo dei suoi sogni: 30enne rapita, costretta all’Islam e stuprata
Foto: Pixabay
Un viaggio in Pakistan per incontrare l'uomo dei suoi sogni, l'inizio di un incubo. Una donna di 30 anni è stata rapita, costretta all'Islam e stuprata quotidianamente dalla persona che diceva di amarla. Riuscita a fuggire, ha raccontato al mondo la sua storia.

Sequestrata in Pakistan

L'odissea di una 30enne australiana, volata in Pakistan per vivere la sua favola d'amore, ha fatto il giro del mondo. La donna ha raccontato al Daily Mail la sua storia da incubo, che l'ha portata a cadere in una trappola senza apparente via d'uscita. Lara Hall ha conosciuto un uomo online, innamorandosi perdutamente di lui al punto da partire alla volta di Lahore (Pakistan) per incontrarlo di persona. Ma quella che inizialmente si era prefigurata come una favola rosa si è tradotta in un faccia a faccia con l'orrore. Ingannata dalla falsa promessa di una vita sfarzosa, ha ceduto alla tentazione di inseguire il suo sogno romantico, finendo per cadere in trappola. Per mesi, colui che l'aveva sedotta sui social si è rivelato il suo peggior nemico. Da pretendente ad aguzzino, con un preciso disegno criminale culminato nel sequestro e nelle successive torture. La donna è diventata una schiava sessuale, stuprata quotidianamente e costretta a convertirsi all'Islam. Sarebbe riuscita a contattare il consolato australiano, ma avrebbe ricevuto soltanto dei 'consigli' su come comportarsi in quella situazione.

L'incontro con l'aguzzino

Il nome dell'uomo che l'avrebbe rapita e violentata per mesi è Sajjad, e sarebbe un parente di una donna che la Hall ha conosciuto nel 2013 (e a cui avrebbe dato alcune lezioni di inglese). Sarebbe stata proprio quest'ultima, presentatasi con il nome di Rhianna, a metterla in contatto con lui. Laureata in Giurisprudenza, con una carriera prestigiosa davanti a sé, Lara Hall ha deciso di lasciare tutto e seguire il suo istinto, sbagliando. Si è fidata del suo interlocutore, che dopo averne conquistato la fiducia l'ha convinta a raggiungerlo in Pakistan. L'uomo sosteneva di essere un famoso avvocato, pronto a regalarle un futuro splendido. La vittima ha raccontato di aver subito il fascino di Sajjad perché in un momento di grande vulnerabilità. È affetta da un disturbo ossessivo-compulsivo che, a suo dire, in quel periodo si era fatto più aggressivo abbassando le sue difese e la sua capacità di intercettare il pericolo. "Sajjad è entrato nella mia vita proprio nel momento giusto, quando ero completamente vulnerabile", ha detto alla stampa australiana. L'uomo aveva pensato a tutto: è riuscito anche a conquistare la fiducia della famiglia della 30enne, entrando in contatto con la gemella della donna e con la nonna. Una rete di conversazioni su Facebook che gli avrebbe permesso di arrivare facilmente all'obiettivo: rapire Lara. "Sajjad mi ha stuprato e suo fratello ha tentato di violentarmi in più occasioni. Ero una prigioniera, mi sono stati negati prodotti per l'igiene e persino gli assorbenti. Non mi dava cibo a sufficienza, e mi lasciava senza mangiare anche un intero giorno". Il suo racconto sembra la sceneggiatura di un film horror: "Una volta accusai un malore, vomitavo e lui continuava ad abusare di me".

La fuga e la salvezza

La salvezza è arrivata grazie all'ultimo briciolo di lucidità rimastole in quel vortice di atrocità. Scappata dal covo in cui era stata tenuta segregata, è riuscita a raggiungere un ufficio da cui ha contattato la polizia. Ma la vicenda avrebbe assunto contorni ancora più drammatici durante il tentativo di prendere un volo per l'Australia. La donna avrebbe chiesto aiuto all'ambasciata, ma avrebbe ricevuto risposte evasive senza ottenere supporto. Senza il sostegno delle istituzioni, Lara Hall ha creato un GoFundMe e ha contattato l'Associazione Cristiana Pakistana Britannica. Wilson Chowdry, presidente dell'organizzazione, ha intercettato la sua richiesta d'aiuto riuscendo a prenotarle un volo. "Il consolato e l'Alta commissione australiani non hanno fornito alcuna assistenza e non sembrano aver preso sul serio la sua situazione. Questa condotta ha esposto la signora Hall ad un ulteriore insieme di circostanze difficili e pericolose", ha affermato Chowdry.