Il virus simile alla polio che causa paralisi: 6 bambini colpiti in pochi giorni

Secondo i medici, il denominatore comune di tutti i casi finora accertati sui minori sarebbe un enterovirus particolarmente aggressivo. In tutti gli Stati Uniti è allerta.

Pubblicato da Giovanna Tedde Lunedì 8 ottobre 2018

Il virus simile alla polio che causa paralisi: 6 bambini colpiti in pochi giorni
Foto: Pixabay

La mielite flaccida acuta è uno spettro che spaventa sempre di più gli Stati Uniti. Una paralisi simile a quella provocata dalla polio che aggredisce in modo repentino e crescente. Sono sei i bambini colpiti negli ultimi giorni, con un primo caso registrato nel Minnesota. Secondo i medici, il denominatore comune tra i casi sarebbe un particolare virus.

Mielite flaccida acuta: cos’è?

La mielite flaccida acuta è una patologia rara. Non se conosce l’esatta causa, ma si pensa che dietro il suo esordio possa esserci un particolare e aggressivo enterovirus, tecnicamente noto come EV-D68.

Questo aggredirebbe con maggiore forza la popolazione in età infantile. Si tratta di una malattia simile alla ben più nota poliomielite.

Attacca il sistema nervoso e induce alla progressiva compromissione del tono muscolare, degenerando nella definitiva paralisi degli arti.

A questo quadro di sintomi si accompagnano anche dispnea e disfagia, difficoltà sempre più severe nella respirazione e nella deglutizione.

La mielite flaccida acuta viene talvolta confusa con una banale influenza, almeno per quanto concerne la fase d’esordio. Le complicazioni, però, non tardano ad arrivare e il decorso cambia nel giro di pochi giorni.

Sei bambini colpiti negli Usa

Negli Stati Uniti è massima allerta dopo la registrazione di sei casi, tutti riguardanti minori. Il primo bimbo colpito ha 4 anni e vive in Minnesota.
A stretto giro, altri cinque casi allarmanti. Tutti hanno manifestato sintomi inizialmente riconducibili a un raffreddore, virati poi verso un quadro ben più grave. Si sono sviluppare anche forme di paralisi agli arti superiori e inferiori.

Un primo esame clinico avrebbe portato a una errata diagnosi di ictus, ma il repentino peggioramento delle condizioni e il subentrare di gravi crisi respiratorie hanno indotto ad approfondire le analisi.

Nel caso del bimbo di 4 anni colpito in Minnesota, è stato possibile arginare un infausto decorso grazie alla diagnosi tempestiva. Permane la preoccupazione sugli altri piccoli pazienti attualmente ricoverati.