Il narcisista e le relazioni tossiche: come smaltirli nell'indifferenziata

cover narcisista

Chiaro per tutte vero? Le farfalle nello stomaco non fanno sentire dolore e un amore che provoca dolore non è un amore sano e va lasciato nell’indifferenziata. Senza rabbia eh!, ma con la consapevolezza che usiamo quando lanciamo la busta nella spazzatura: andava fatto. Punto.

Precisamente leggo su Google che “nell’indifferenziato ci finiscono tutti quei rifiuti che non trovano collocazione negli altri bidoni e che quindi non possono essere riciclati“, quindi zero seconde possibilità a chi non ci ha fatto stare bene perché ce lo insegnano i bambini: non si rimette la mano nell forno bollente dopo essersi scottati.

La sensazione che si prova quando si resta in alcune relazioni è quella di tentare di cambiare le cose rimanendo aggrappate alle briciole. Piccoli gesti a cui la mente sceglie di dare retta come se fossero intere torte. Ma sono briciole, non torte!

Una mia paziente durante una seduta mi disse: “Effettivamente su un anno forse mi sono sentita bene 3 mesi”.
In fondo, se ad occhi chiusi tocchiamo un bicchiere lo riconosciamo immediatamente nelle sue caratteristiche fondamentali, quelle che ci fanno dire che è un bicchiere: allora perché non allenarci a fare lo stesso con le persone? Riconoscere quei tratti fondamentali per poter dire da subito che non fa per noi.

Tante di voi mi scrivono raccontandomi la sofferenza e la frustrazione causate da quelli che chiamiamo ormai anche impropriamente “narcisisti”.
La società di oggi nutre certi tratti, gli dà da mangiare, con tutto questo “mostrarsi” non sempre in modo autentico, e quindi sono assolutamente in crescita il numero delle persone con queste caratteristiche; ma per una volta vorrei parlarvi di voi, non di loro.
Di loro se ne parla tanto: ci sono pagine sui social interamente dedicate, le ricerche online del termine “narcisista” sono migliaia, ma ciò che conta davvero è comprendere cosa accade in noi.
Demonizzare loro sposta di nuovo l’attenzione da ciò che conta: te!
Cosa accade in noi? Perché capita di “sceglierli tutti uguali”?
Già, perché mi domandate se siete “sfortunate” o “stupide” nel continuare a scegliere chi vi manipola, sminuisce, aggredisce, chi ha una modalità sfiancante nel non smettere di esserci senza esserci mai davvero, nel rispondere a metà per tenervi lì ad attendere, chi vi toglie energie
come dei veri e propri vampiri emotivi.
E non parliamo della famiglia dei Callen di Twilight, ma di chi ci porta all’esasperazione nutrendo frustrazione, insicurezza, inadeguatezza e rabbia.

Passi da una sensazione di pieno che dura un istante a momenti di profondo vuoto, probabilmente ti annulli, il tempo trascorre senza che tu abbia fatto qualcosa per te, tutto questo perché? Perché non ti sei ascoltata veramente e non ti sei voluta bene. 

No, non siete né sfortunate né stupide: dentro di voi abita un forte bisogno di lavorare su due capacità fondamentali legate alle sensazioni e alla percezione di voi stesse e dell’altro, che hanno la possibilità di essere recuperate ad esempio in un percorso di terapia.

Molte di noi da piccoline non hanno avuto la possibilità di vivere pienamente queste due esperienze. Sentire le proprie sensazioni in modo autentico e pieno.

Forse perché non aiutate dai genitori nella scoperta del mondo. Forse alcuni genitori, nell’amore, hanno alterato alcune nostre percezioni, o hanno forzato il nostro sentire dando un nome che non corrispondeva davvero a ciò che provavamo.
Forse altre di noi non hanno imparato a sentirsi al sicuro nella percezione piena del “come sto?”.
Perché magari il genitore andava in ansia non sostenendo le nostre paure e allora questo, ripetuto più è più volte durante la vita, ha alterato la nostra capacità di sentirvi e percepire. 

Oggi questo per molte donne significa far fatica a capire la persona che si ha di fronte. Quando dopo qualche periodo le persone ci stupiscono con atteggiamenti che non avremmo potuto immaginare – “è cambiato e all’improvviso, è diventato un altro” -, in realtà è perché ha funzionato poco la nostra capacità di percepire in modo chiaro ed evidente l’altro così com’è nella realtà, senza costruire fantasie, mascherare sensazioni, raccontandoci una bella storia che altera la percezione della realtà così com’è.

In passato forse non ti sei ascoltata o ti sei ascoltata in modo alterato e non ti sei voluta bene. Ora insieme a me hai la possibilità di poter fare un piccolo passo.

Fermati e stai nella calma, chiudi gli occhi dolcemente cercando di ripercorrere le situazioni in coppia, i momenti condivisi, respira profondamente. Fallo ancora una volta e stai nelle sensazioni
corporee. Fermati lì questa volta, senza andar via, senza mascherare di scuse ciò che senti perché in quel momento sarai veramente con te.
Registra come sta il tuo respiro, se è agitato o resta calmo, i
muscoli del corpo se sono tesi o morbidi quando ripercorri l’esperienza, se sorridi o ti senti triste. Se senti amore oppure no.
E, ti prego, se i pensieri ti spingono verso le scuse torna lì e stai
con te perché con te sei al sicuro.
Rispondi a queste domande: hai bisogno di ciò che senti? Ciò che senti è buono per te? Perché se non è nulla di buono e fa male puoi aiutarti e scegliere ciò che finalmente potrà donarti amore. Amore per te.
Meriti di chiudere gli occhi, pensare alla tua relazione, provare pienezza e sorridere sentendoti amata.
Ogni cambiamento ha in sé una azione per questo dovrai agire per entrare nella nuova te. Probabilmente ti sentirai stanca, potrai sentire di non avere energia, ma concentrati, perché puoi farcela.

Da domani se hai a che fare con qualcuno che senti non fa per te, lascialo andare, volta le spalle e respira profondamente perché da quel momento ricomincerai a prendere fiato a pieni polmoni, ad alzare la testa e camminare fiera, prendendo finalmente il buono di ciò che ti circonda.

Ti ha fatto credere che non c’è il buono intorno a te? Non è vero! Da domani scrivi su un quaderno le piccole cose buone di ogni giornata e recupera consapevolezza di ciò che hai. Le piccole cose: un pranzo da asporto mangiato su un prato con la tua migliore amica, un bagno caldo prima
di andare a dormire, la tua libertà.

Meriti amore sempre, non essere tu per prima a privartene scegliendo chi non va bene per te: puoi chiamarlo come vuoi narcisista, egoista, stronzo, ma ciò che conta sei tu; per questo stai con te e impara ad ascoltarti, sentire come stai davvero, percepire se l’altro è in grado di amarti o no, se ti piace ciò che senti quando sei con lui o con lei senza aggrappati a quei pochi momenti di fuochi d’artificio.
La vita non è fatta di fuochi d’artificio ma di raggi di sole.

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