Il figlio di 13 anni uccise la sorellina con 17 coltellate, il racconto della madre

Paris ha abusato della sorellina di 4 anni, Ella, per poi strangolarla e colpirla con 17 coltellate. Un delitto per cui è stato condannato a 40 anni di reclusione. Sua madre non ha mai smesso di andare da lui.

Pubblicato da Giovanna Tedde Lunedì 1 ottobre 2018

Il figlio di 13 anni uccise la sorellina con 17 coltellate, il racconto della madre
Foto: Pixabay

La storia di Charity Lee e dei suoi due figli, Paris e Ella, ha impressionato il mondo. Una donna con un durissimo passato alle spalle e un drammatico futuro, immerso nell’ombra di un orrendo delitto. Suo figlio aveva 13 anni quanto ha accoltellato a morte la sorellina, che di anni ne aveva 4. Un crimine che fa ancora discutere, i cui retroscena sono stati raccontati dalla donna ai microfoni della BBC.

Il caso Paris: storia di un delitto

Nel 2007, il 13enne statunitense Paris uccise la sorella di 4 anni con 17 coltellate. Per l’omicidio di Ella, venne condannato a 40 anni di reclusione.

La madre, Charity Lee, ha parlato alla BBC svelando tutta la sofferenza dietro una delle pagine più buie della storia del crimine.

Lei arriva da un passato difficile, legato a problemi di droga. A 18 anni il primo figlio, Paris, a 27 la secondogenita Ella. Secondo il racconto della madre, il figlio era in apparenza un bimbo normale, ma potrebbe aver trascurato eventuali segnali di una sua instabilità emotiva o psicologica. Non sa dirlo con esattezza.

Il 4 febbraio 2007, Charity Lee è andata a lavorare come sempre, e nulla le avrebbe fatto presagire l’orrore imminente.

Secondo la verità acclarata dalle indagini, il 13enne avrebbe convinto la baby sitter ad andar via prima del previsto. Poi si sarebbe materializzato l’incubo per la piccola Ella.

Il fratello avrebbe prima abusato di lei, poi l’avrebbe picchiata, strangolata e infine accoltellata. 17 colpi con un coltello da cucina, per sigillare l’orrenda fine della piccola e aggiudicarsi un capitolo tra i più violenti della cronaca nera internazionale.

La ricostruzione degli inquirenti

Dopo l’efferato crimine, il ragazzino ha telefonato a un amico. Sei minuti di conversazione prima di allertare i soccorsi.

Per la piccola Ella non c’è stato nulla da fare. Gli esperti intervenuti sul caso avrebbero poi diagnosticato al minore un disturbo severo della personalità.

Agli inquirenti, il 13enne ha dato la sua versione: “Ho sentito che il demonio mi spingeva a farlo, e l’ho uccisa“.

Nella cronologia memorizzata sul computer in uso in quell’abitazione, la madre di Paris avrebbe trovato un particolare agghiacciante: per lungo tempo, prima di mettere in atto in piano omicida, il giovane avrebbe cercato un modo per uccidere la sorellina.

Una fondazione in onore di Ella

Alla BBC, Charity Lee ha detto che qualcuno le chiede ancora perché vada a trovare suo figlio in carcere. La sua risposta è sempre una: “Il mio amore è incondizionato. Non ho mai smesso neanche per un istante di amare mio figlio, anche se odio quello che ha fatto”.

La donna ha dato vita a una fondazione in memoria della figlia Ella, e si occupa di sostenere le vittime di crimini violenti. Suo figlio potrà rivedere la libertà nel 2047, e si trova in un penitenziario del Texas. La storia della sua vita, e dell’orrore di cui è stato capace, è stata inserita in The Family I Had, documentario presentato in anteprima al Tribeca Film Festival.