Ikea: giudice respinge il ricorso della mamma di un disabile licenziata

La donna, 39 anni, separata e con due figli a carico di cui uno disabile al 100%, ha presentato il ricorso contro la multinazionale svedese, ritenendo il provvedimento discriminatorio. Il Giudice ha invece confermato la decisione di Ikea, sostenendo che l'atteggiamento della dipendente è stato lesivo del rapporto di fiducia, tale da rendere lecito il licenziamento.

Pubblicato da Beatrice Elerdini Mercoledì 4 aprile 2018

Ikea: giudice respinge il ricorso della mamma di un disabile licenziata
Ikea / ansa

Il Giudice ha respinto il ricorso presentato da una mamma di un disabile, licenziata nei mesi scorsi nel punto vendita Ikea di Corsico: la donna ha impugnato il licenziamento ritenendo che si trattasse di un provvedimento discriminatorio e chiedendo pertanto il reintegro sul posto di lavoro, nonché un risarcimento del danno. Il Giudice, dopo aver analizzato nel dettaglio l’istanza, ha ritenuto che gli atteggiamenti tenuti dall’ex dipendente, Marica Ricutti, ‘sono stati di gravità tali da ledere il rapporto fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore e consentono l’adozione del provvedimento disciplinare espulsivo’.

Marica Ricutti era stata licenziata dalla multinazionale svedese poiché non era in grado di rispettare gli orari dei turni di lavoro, per via dei due figli di cui uno invalido al 100%. La donna, 39 anni, separata, laureata in scienze alimentari, lavorava da quasi vent’anni nel punto vendita di Corsico: inizialmente era impiegata al bistrot al piano terra, poi era stata trasferita al ristorante del primo piano; nel 2017 era stata promossa a coordinatrice nel reparto Food. La signora Ricutti aveva domandato ripetutamente di poter avere maggior flessibilità con gli orari: ‘Mi hanno sempre rimpallato da una persona all’altra, allora ho deciso di fare gli orari che facevo prima’.

A tal riguardo il Giudice ha invece dichiarato: ‘Dalle testimonianze emerge che la società in occasione delle variazioni dei turni decise nel giugno 2017 ha cercato di venire incontro alle esigenze della lavoratrice, sia impostando la turnistica sulla base delle emergenze della lavoratrice, chiedendo agli altri coordinatori di rendersi flessibili al fine di poterle accogliere, sia accogliendo 15 indicazioni individuate dalla donna come assolutamente imprescindibili, su un totale di 17’.

Luca Failla, avvocato di Ikea, spiega che ‘la decisione del giudice, confermata dai testimoni che sono stati ascoltati durante il procedimento, restituisce la verità dei fatti a una vicenda che in questi mesi è stata interpretata in maniera strumentale e di parte, diffondendo tra l’opinione pubblica un’immagine di Ikea che non corrisponde ai valori che esprime nel suo impegno quotidiano verso clienti, dipendenti e fornitori’.

Dinanzi alla sentenza del Tribunale di Milano, la Cgil definisce il provvedimento ‘ingiusto e non condivisibile, e per questo la lavoratrice, con il sostegno della Filcams Cgil Milano, ha già dato mandato ai suoi legali di presentare il ricorso in opposizione, che nei prossimi giorni verrà depositato’.