I genitori le impongono di fare un test di verginità: 18enne si rifiuta e li denuncia

Il padre l'avrebbe minacciata anche con un coltello alla gola. L'uomo in tribunale ha respinto ogni accusa

Pubblicato da Beatrice Elerdini Mercoledì 19 settembre 2018

I genitori le impongono di fare un test di verginità: 18enne si rifiuta e li denuncia
Foto: Pixabay

Ha scelto di opporsi alla rigida cultura dei suoi genitori e dinanzi alle minacce ha deciso di denunciarli: è una  storia di coraggio quella di Sophia Safaraei, 18 anni, origini iraniane e residente a Londra. Quando la mamma Mitra Eidiani, 42 anni, e il papà Ali Safaraei, 56 anni, entrambi iraniani, hanno scoperto che la figlia aveva un fidanzato segreto, hanno subito ordinato a Sophia di sottoporsi a un test della verginità. Dinanzi al rifiuto netto della ragazza, il padre è passato alle minacce verbali e fisiche. La 18enne a quel punto, ha denunciato entrambi i genitori.

Quando Sophia è stata portata in ospedale ha incontrato la dottoressa Helen Lucas, la quale ha informato la giovane che, al di là della volontà dei suoi genitori, lei non avrebbe fatto nulla senza il suo consenso. La 18enne, dopo averci riflettuto un po’, ha scelto di non farsi visitare, impedendo quindi ai suoi familiari di scoprire se fosse ancora ‘illibata’.

Il padre, non appena ha saputo del rifiuto della figlia, ha minacciato la dottoressa di rivolgersi alla Polizia, per denunciarla, anche se di fatto la donna ha agito seguendo alla lettera la deontologia che impone la sua professione.

Dopo la denuncia di Sophia, i suoi genitori hanno dovuto presenziare dinanzi alla corte inglese: durante l’udienza il padre ha negato di aver obbligato la figlia a sottoporsi al test di verginità e ha respinto anche le accuse di violenza. La figlia aveva invece raccontato che il padre l’aveva minacciata di morte con un coltello alla gola, affinché lasciasse il suo fidanzato. Non solo, pare che gli atteggiamenti coercitivi dell’uomo non si fossero limitati a tutto questo: alla giovane era stato sequestrato il telefono ed era stata costretta a lasciare il suo lavoro parti time, perché è proprio lì che aveva conosciuto il suo ragazzo.

Non è la prima volta che una giovane viene minacciata perché sceglie di vivere all’occidentale: una 20enne a Rimini è stata minacciata di morte per questo. ‘Ti infilerò un coltello nella pancia’, gli avrebbe detto il padre.