Governo Gentiloni, i ministri donne: dalla Boschi nella Presidenza del Consiglio alla new entry di Valeria Fedeli all’Istruzione [FOTO]

Il nuovo Governo Gentiloni, subentrato a quello di Matteo Renzi, è effettivamente in carica ed ha il suo nuovo Consiglio dei Ministri. Tra i 18 ministri, 6 sono donne. Maria Elena Boschi è passata alla Presidenza del Consiglio come sottosegretario e Valeria Fedeli è stata nominata MInistra dell'Istruzione, prendendo il posto di Stefania Giannini, unica esclusa. Le altre nomine sono state: Anna Finocchiaro Ministro dei Rapporti con il Parlamento, Marianna Madia Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione e confermate invece Roberta Pinotti alla Difesa e Beatrice Lorenzin alla Sanità.

Pubblicato da Lavinia Sarchi Martedì 13 dicembre 2016

E’ nato il Governo Gentiloni, il numero 64 della Repubblica Italiana, in seguito alle dimissioni di Matteo Renzi il 4 dicembre. L’incarico era stato accettato da Gentiloni con “riserva”, ma ieri sera intorno alle 20, ha pronunciato il giuramento al Presidente della Repubblica comunicando i nomi dei nuovi ministri. Una volta effettuato il giuramento, il governo acquisisce pieni poteri. Vediamo chi sono i ministri donne, che fanno parte del team: dalla Boschi passata a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio alla new entry di Valeria Fedeli all’Istruzione.
Dopo il passaggio di consegne con Matteo Renzi, il nuovo premier ha lasciato palazzo Chigi: a differenza del suo predecessore, non occuperà l’appartamento al terzo piano del palazzo del governo, ma resterà nella sua casa a Roma.
Martedì mattina, alle 11, ci sarà il primo voto di fiducia, alla Camera, seguirà poi quello al Senato.
Sono 18 i membri del nuovo Consiglio dei Ministri, tra cui 5 new entry e le donne sono complessivamente 6 ( nel governo Renzi erano 8).

Nuovi incarichi per la Boschi, la Fedeli e la Finocchiaro

La nomina a sorpresa ed anche più discussa è stata quella di Maria Elena Boschi, nominata Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Nel precedente Governo Renzi, la Boschi era Ministra per le Riforme Costituzionali, carica che è stata eliminata nel nuovo assetto. La Boschi rimane quindi al potere con una carica superiore e prendendo il ruolo che prima era di De Vincenti.
Più o meno la squadra di Gentiloni non è cambiata tantissimo da quella precedente e neppure gli incarichi. Tra questi però la ministra che è stata esclusa è Stefania Giannini, ex ministra dell’Istruzione. Ha preso la nuova carica un’altra donna: Valeria Fedeli. E’ alla sua prima elezione in parlamento, anche se milita nel Pd da quando è stato formato. In passato aveva anche collaborato con Pier Luigi Bersani quando era ministro dello Sviluppo Economico, e lo aiutò a definire le linee guida per la politica industriale del settore della moda italiano.

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Tra le novità anche la nomina di Anna Finocchiaro nominata Ministra dei Rapporti con il Parlamento. La deputata siciliana già in passato ha ricoperto cariche alte come quella di ministro per le Pari Opportunità fra il 1996 e il 1998, mentre dal 1996 al 2001 fu presidente della commissione Giustizia della Camera. Attualmente è presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato.

Ministre rimaste in carica: Pinotti, Lorenzin e Madia

Tra le donne che hanno mantenuto lo stesso incarico che avevano nel governo Renzi: Roberta Pinotti alla Difesa, Beatrice Lorenzin alla Salute e Marianna Madia Ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione.
Roberta Pinotti ha 56 anni, è una senatrice del Partito Democratico da due legislature e prima era stata deputata dal 2001 al 2008. Ha una lunga carriera politica alle spalle, iniziata a livello locale negli anni Novanta con il Partito Comunista Italiano e proseguita con i Democratici di Sinistra prima e con il Partito Democratico poi.
Marianna Madia, insieme alla Boschi è tra le donne più giovani. La 36enne è deputata dalla scorsa legislatura, quando fu capolista del PD nel Lazio e adesso manterrà l’incarico di Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione.
Ministra della salute rimane invece Beatrice Lorenzin, carica che ricopre dal 2013 con il governo Letta. Quest’ultima nomina è risultata poco gradita al Codacons secondo il quale l’operato della Lorenzin in precedenza non è stato incisivo contro il gioco d’azzardo, il fumo, gli sprechi e la malasanità.