Giuseppe Niccolini: doppia vita segreta per 30 anni, una famiglia in Italia e una in Polonia

Il caso del pizzaiolo di Grosseto potrebbe avere contorni ben più controversi e preoccupanti. Alla famiglia sarebbe giunta la segnalazione di un rapimento in corso.

Pubblicato da Giovanna Tedde Giovedì 18 ottobre 2018

Giuseppe Niccolini: doppia vita segreta per 30 anni, una famiglia in Italia e una in Polonia
Foto: Pixabay

Quello di Giuseppe Niccolini è un caso destinato a occupare ben più di un trafiletto dedicato alle persone scomparse. Il suo volto, a Chi l’ha Visto?, è diventato il simbolo di un rebus che sembra ancora lontano dall’avere una soluzione. Per 30 anni avrebbe nascosto alla famiglia di avere compagna e figlio in Polonia. Una storia in cui si stagliano pesanti ombre.

Giuseppe Niccolini: due famiglie per un giallo

La vicenda di Giuseppe Niccolini, pizzaiolo di Grosseto noto a tutti come ‘il maestro’, è un vero rompicapo. Ai microfoni di Chi l’ha Visto?, la moglie ha fatto appello a quanti possano essere a conoscenza della sua sorte.

Non si tratterebbe ufficialmente di una scomparsa, dato quanto emerso a sorpresa sulla sua sfera privata. Per 30 anni, infatti, avrebbe occultato una relazione con una donna e un figlio avuto da lei in Polonia. Una seconda famiglia di cui moglie e figli in Italia erano all’oscuro.

Fino alla rivelazione della presunta svolta: pochi mesi fa, la consorte Ivana Cesaretti ha scoperto l’adulterio. Non una semplice scappatella ma una vera e propria casa con tanto di affetti, dentro e fuori dalle mura domestiche in terra polacca.

La moglie si fidava: ‘Era impotente’

Niccolini si recava spesso in Polonia, dove aveva avviato un’attività. Viaggi che la nipote e la figlia, a Grossetto, scherzosamente avrebbero attributo all’impegno con un’amante. Ipotesi smentita dal protagonista con tono spesso piccato: “Io non ho mai tradito Ivana“.

Del resto, è stata la stessa moglie a precisare di non aver mai messo in dubbio la fedeltà di suo marito: “Mi fidavo di lui, anche perché era impotente“.

Eppure, qualcosa deve essere andato diversamente, tanto che la famiglia italiana è stata contattata dal presunto figlio polacco di Niccolini per informare tutti del suo decesso. Morte che sarebbe avvenuta in seguito a una caduta e ad un breve ricovero, con tanto di certificato e foto di una lapide inviata via WhatsApp.

Si tratta di un rapimento?

Ma dietro la doppia vita e la misteriosa morte di Giuseppe Niccolini potrebbe esserci molto di più di un semplice allontanamento volontario dall’Italia e di un decesso improvviso all’estero.

L’uomo sarebbe morto il 20 aprile scorso. Almeno questo è scritto, nero su bianco, in quel certificato di morte esibito dai presunti parenti polacchi.

La verità sull’identità di quella che si credeva essere la direttrice della pizzeria in Polonia (che per prima contattò la famiglia italiana per riferire della caduta del ‘maestro’) è arrivata dalla voce dell’uomo.

Lui stesso, infatti, ha telefonato alla figlia per raccontarle di avere una compagna e un figlio fuori dall’Italia. La donna che chiamava a Grosseto per informare delle condizioni di Niccolini era proprio l’amante. Non una sua dipendente.

Una singolare anomalia, nel certificato di morte, riguarda il fatto che lo status di Niccolini risulta ‘divorziato’ al momento del decesso. Eppure, dalle attestazioni sullo stato di famiglia in Italia risulta coniugato con Ivana Cesaretti.

Ma c’è un’ombra ancora più inquietante che si staglia sull’orizzonte di questo caso. Una sera, un ragazzo di nazionalità polacca avrebbe bussato alla porta dei Niccolini, a Grosseto. Il contenuto del messaggio che avrebbe rivelato è sconcertante: “Non è morto, è prigioniero. Io non posso dire il mio nome perché altrimenti mi uccidono“.

La famiglia chiede che vengano effettuati accertamenti in Polonia. Il primo passo è verificare che il corpo tumulato appartenga effettivamente al loro congiunto.