Giubbotti pieni di sabbia per i bambini iperattivi: è polemica

È polemica per la scelta di far indossare giubbotti pieni di sabbia ai bambini iperattivi. L'iniziativa, nata in Germania, è già stata abbracciata da oltre 200 scuole tedesche che ne hanno dato riscontri positivi. Il giubbotto, di un peso tra 1,2 e 6kg è stato pensato per i bambini che soffrono di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Ahdh). I genitori si sono divisi tra favorevoli e contrari: chi sottolinea come sia preferibile alle medicine, e chi invece lo consideri un vero e proprio 'metodo di tortura'

Pubblicato da Giulia Martensini Lunedì 22 gennaio 2018

Giubbotti pieni di sabbia per i bambini iperattivi: è polemica
Giubbotti pieni di sabbia per bambini. Credits: Beluga Healthcare

Sta suscitando polemiche la scelta di far indossare giubbotti pieni di sabbia a bambini iperattivi. L’esperimento è iniziato in Germania dove è stato adottato già in più di 200 scuole. Il giubbotto di sabbia è stato specificatamente studiato per aiutare i bambini irrequieti a stare seduti al loro posto nelle scuole tedesche. Tra i promotori vi è la scuola Grumbrechtstrasse nel distretto di Amburgo, che ha sottolineato come, grazie ai giubbotti di sabbia, abbia notato dei miglioramenti nei ragazzi affetti dall’Adhd, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività. L’iniziativa ha già sollevato molte polemiche tra genitori e psichiatri, tra chi si dichiara favorevole e chi la definisce una vera e propria “tortura”.

Giubbotti di sabbia, cosa sono e quali sono i benefici

È polemica per l’adozione di giubbotti con la sabbia per calmare i bambini iperattivi, iniziativa che ha preso piede in più di 200 scuole tedesche. I gilet imbottitti hanno un peso tra i 1,2 kg i 6 Kg e hanno un costo tra i 140 e i 170 euro. “I bambini adorano indossare i giubbotti e nessuno li costringe a indossarli”, ha spiegato Gerhild de Wall, capo dell”unità per l’inclusione della scuola Grumbrechtstrasse ad Amburgo, una delle prime ad abbracciare questa iniziativa.
Negli ultimi anni, a un numero sempre maggiore di bambini viene riscontrato disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd). Per le scuole che hanno deciso di adottare il giubbotto, si tratta di un metodo alternativo per affrontare il problema, senza dover ricorrere alle medicine, molto più aggressive.

Giubbotti di sabbia contro l’Ahdh, è polemica

Questi giubbotti vengono fatti indossare per 30 minuti al giorno, ma a beneficiarne non sono solo i bambini con Adhd, ma anche tutti gli altri : “Gli alunni saltano in piedi all’opportunità di averla, così la diamo anche a quelli che non ne hanno bisogno per assicurarci che non sia collegata a nessuno stigma” ha sottolineato Gerhild de Wall.
Tra i genitori vi sono molti oppositori, tra chi sostiene che il giubbotto non abbia effetti a lungo periodo, o che ricordi le camicie di forza, usate per immobilizzare i pazienti psichiatrici. Un genitore su Facebook l’ha paragonato ad un vero e proprio metodo di tortura, sottolineando come gli insegnanti “hanno perso il lume della ragione”.

Giubbotti di sabbia, i pareri positivi dei genitori

Nonostante le molte critiche, vi sono però anche opinioni a favore dell’utilizzo del giubbotto di sabbia. Una madre di un bimbo di 9 anni ne dà una recensione molto positiva, sottolineando come, negli ultimi 3 anni, il figlio l’abbia indossata “volontariamente, riesce a concentrarsi meglio ed è più in grado di prendere parte attiva alla lezione”.
Al di là delle polemiche dal punto di vista etico e sociale, le 200 scuole tedesche che hanno utilizzato il metodo, hanno dichiarato di aver ottenuto eccellenti risultati grazie ai giubbotti riempiti di sabbia, che potrebbero costituire un vero punto di svolta per affrontare i problemi da deficit dell’attenzione.
Altro fattore positivo, risulta nel fatto che un bambino non debba assumere medicinali, già in tenera età: le medicine contro l’Ahdh sono infatti particolarmente aggressive e pericolose per la salute del bambino.

Bicibanco, nasce il nuovo strumento contro il deficit di attenzione

Per risolvere i problema da deficit di attenzione in Italia è nata “Bicibanco”, una pedaliera posta sotto il banco di scuola, che può essere utilizzata dagli studenti iperattivi per sfogare le energie in eccesso: esercizio fisico e antistress, tutto sotto banco. Pedalare a velocità regolabile seduti al banco consentirebbe infatti al soggetto di scaricare la tensione e concentrarsi meglio nello studio.
Il primo prototipo di Bicibanco è stato realizzato con materiale di recupero, e si attendono nei mesi a venire, i primi riscontri su questo nuovo esperimento che, se giudicato positivo, vedrà svilupparsi il progetto.