Genova, uccise il marito violento: 40enne assolta

12 coltellate hanno segnato la fine di Alessio Rossi, il coniuge che per anni ha usato violenza su di lei. Arrivata la sentenza per la ballerina Alessia Mendes.

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 19 ottobre 2018

Genova, uccise il marito violento: 40enne assolta
Foto: Alessia Mendes, assolta dopo aver ucciso il marito violento/Ansa

Alessia Mendes è stata assolta. La ballerina 40enne era accusata dell’omicidio del marito violento, avvenuto a Genova nel 2017. Per anni avrebbe subito maltrattamenti (denunciandoli), sino a quelle 12 coltellate con cui ha messo fine all’esistenza di Alessio Rossi. Secondo il giudice, i fendenti furono sferrati per legittima difesa.

Alessia Mendes assolta: fu legittima difesa

La Procura di Genova aveva chiesto 16 anni di reclusione per Alessia Mendes, la 40enne accusata di omicidio. Nel 2017 ha ucciso il marito, Alessio Rossi, con 12 coltellate. Fendenti, secondo il giudice che l’ha assolta, inferti per legittima difesa.

Agli atti, a carico dell’uomo, due denunce pregresse per maltrattamenti e lesioni che la stessa moglie aveva presentato.

Dopo la sentenza di assoluzione, il procuratore capo Francesco Cozzi ha così commentato: “Dobbiamo leggere la motivazione, ma è molto probabile che impugneremo la sentenza. Anche perché occorre valutare se ci sono gli estremi per la legittima difesa”.

Il nodo da sciogliere sarebbe inerente alla ‘attualità’ del reato in presenza del quale si configura la legittima difesa: “Non basta avere subito maltrattamenti per giustificare un delitto. La vicenda poi non è così lineare, visto che la vittima è stata uccisa con 12 coltellate“. Le parole di Cozzi puntano ad approfondire i contorni di ammissibilità della legittima difesa che, in questo caso e vista la dinamica, alla Procura non risultano ancora del tutto definiti.

Parole di tenore opposto dal legale della donna, l’avvocato Rachele De Stefanis: “Fondamentale è stata la Bpa, la Bloodstain Pattern Analisys. Abbiamo ricostruito la scena del crimine tramite l’analisi delle tracce di sangue. La scena parla e quello che dice spesso è oggettivo. Io credo sia la prima volta che a Genova venga usata una consulenza di questo tipo“.

Le denunce precedenti a carico di Alessio Rossi

Rossi era stato denunciato già due volte dalla Mendes. Per la prima vicenda portata a conoscenza degli inquirenti era stato disposto il rinvio a giudizio. Il secondo episodio, invece, era ancora al vaglio delle autorità.

I fatti denunciati si sarebbero condensati nel 2016, anno precedente alla morte dell’uomo. La donna avrebbe colpito il marito al culmine di una lite.

Raggiunto da 12 fendenti sferrati con un coltello da cucina, Rossi si sarebbe accasciato sul pianerottolo condominiale nel tentativo di sfuggire all’aggressione.

Alessia Mendes si era barricata in casa, minacciando il suicidio. Dopo l’arresto, la donna è rimasta in carcere, ma non per il delitto contestato. Prima dell’omicidio, era stata condannata in via definitiva alla reclusione per detenzione di droga.

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