Florida, padre picchia la figlia di 7 mesi fino a ucciderla: non smetteva di piangere

L'uomo inizialmente ha negato le sue responsabilità, poi sotto pressione degli inquirenti ha confessato

Pubblicato da Beatrice Elerdini Mercoledì 28 novembre 2018

Florida, padre picchia la figlia di 7 mesi fino a ucciderla: non smetteva di piangere
Foto: Pixabay

Vicenda shock in Florida: Artem Eydelman, un papà di 29 anni, ha brutalmente ucciso la figlia di 7 mesi della sua compagna, perché non smetteva di piangere. L’uomo era rimasto da solo in casa con la piccola, mentre la donna era uscita. A un certo punto ha dovuto cambiare il pannolino alla neonata. Il suo pianto non cessava, così Artem, in preda probabilmente al panico, ha iniziato a colpirla alla testa e poi le ha stretto il torace fino a che ha perso conoscenza.

La piccola è morta pochi giorni dopo a causa delle gravissime lesioni riportate alla testa.

Non appena l’uomo si è reso conto di cosa aveva commesso, ha chiamato i soccorsi omettendo la verità. Ha raccontato di aver trovato la piccola nel letto priva di sensi. In realtà gli esami sulla neonata hanno evidenziato tutt’altro. I medici hanno riscontrato un forte trauma cranico e una conseguente emorragia. I dottori hanno fatto tutto quanto nelle loro possibilità per salvarla ma niente è stato sufficiente. La bimba è morta dopo alcuni giorni di ricovero in terapia intensiva.

Artem Eydelman è stato arrestato. Soltanto sotto pressione degli inquirenti ha confessato di aver ucciso la neonata. La ragione è che non voleva smettere di piangere. Ha ammesso di averla colpita ripetutamente alla testa e poi di averle compresso il torace.

L’uomo non era il padre biologico della bimba: aveva conosciuto l’attuale compagna quando era incinta di 3 mesi e aveva accettato di riconoscere sua figlia.

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