Firenze, ubriaco massacra di botte la figlia di 17 mesi: due costole fratturate

L'uomo, 48enne albanese, avrebbe picchiato la piccola in modo talmente brutale da provocarle gravi lesioni. Teatro dell'accaduto, la loro abitazione nel capoluogo toscano. Per la bambina si è reso necessario il ricovero.

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 13 aprile 2018

Firenze, ubriaco massacra di botte la figlia di 17 mesi: due costole fratturate
Foto / ansa

A Firenze, un 48enne ubriaco avrebbe massacrato di botte la figlia di 17 mesi, provocandole gravi lesioni. La piccola, ricoverata al Meyer, ha riportato la frattura di due costole e danni a un timpano. A lanciare l’allarme una zia della minore, e dopo gli accertamenti di rito è scattato l’arresto. La piccola non versa in pericolo di vita.

Botte alla figlia di 17 mesi: costole e timpano lesionati

Avrebbe usato una tale ferocia nel picchiare la figlia di 17 mesi, da provocarle lesioni a costole e timpano. L’avrebbe percossa ripetutamente, anche con forti schiaffi.
La ricostruzione dei carabinieri, intervenuti in un appartamento di piazza della Libertà a Firenze, parla chiaro: a causare quei danni alla piccola sarebbe stata la furia di suo padre.
Due costole rotte e una lesione importante a carico del timpano: queste le prime evidenze mediche emerse all’arrivo della bambina all’ospedale Meyer.
Giunti sul posto, dopo l’allarme lanciato da una zia della minore, i militari avrebbero trovato l’uomo, di nazionalità albanese, solo in casa con la piccola.

La madre della bambina aveva chiesto aiuto

La madre della bambina, che si sarebbe trovata fuori casa al momento dell’aggressione, avrebbe intuito il pericolo dopo aver telefonato al marito e aver capito che era in preda ai fumi dell’alcol.
Per questo avrebbe chiesto a sua sorella di andare in quell’appartamento per sincerarsi della situazione ma, all’arrivo della zia, la piccola era coperta di lividi, segno evidente della violenza appena subita.
Il trasporto d’urgenza in pronto soccorso, una tac e il ricovero hanno poi permesso di stabilire che per la minore non c’è pericolo di vita, ma rimarrà in osservazione per le prossime ore.