Renée Zellweger: premio Oscar per Judy, ecco la recensione al film

Renée Zellweger conquista l'Academy per l'edizione 2020 con la magnifica interpretazione di una dolente Judy Garland alla fine della propria, tormentata carriera.

Renée Zellweger, Judy

Renée Zellweger, premiere Judy | Foto Getty Images - Pascal Le Segretain

Judy Garland arriva a Londra per una serire di concerti al nightclub “Talk of the Town”. È l’inverno del 1968 e il mondo a breve non sarà più lo stesso. Il mago di Oz è ormai un (brutto) ricordo lontano e la sua carriera è alla fine, come anche la sua vita. Ma tutto questo lei ancora non lo sa.

Alcolizzata, irascibile, sul viale del tramonto, con due figli piccoli a carico e una più grande, Liza Minnelli, che inizialmente viene presentata come fosse un’amica del cuore, a simbolo di rapporti umani ed affettivi gestititi con difficoltà.

Forte, tenera, debole Judy, Garland, la cui carriera è iniziata e finita troppo presto, con sul groppone una madre peggiore di quello che lei vorrebbe essere per i suoi figli, anche se riuscirci è dura. Troppi occhi puntati su di lei, troppe medicine, troppe pressioni. Troppo per una donna sola. Sola contro tutti e tutti contro di lei.

A renderle giustizia e a regalarcela forse nel momento meno memorabile della sua vita è Renée Zellweger, che la notte del 9 febbraio 2020 si è portata a casa il premio Oscar per la migliore attrice protagonista. Un premio annunciatissimo, una delle poche certezze dell’edizione di quest’anno, ma strameritato. Una performance vocale ed attoriale straordinaria ed assai dolente che ci restituisce, grazie al talento di un’attrice di oggi, quello di un’artista dell’epoca. Un’interpretazione maniacale che le è costata almeno un anno di training col vocal coach Eric Vetro ed altri quattro mesi col maestro Matt Dunkley.

Una pellicola, questa che vede Renée Zellweger protagonista, da vedere tutta d’un fiato, compatta, con qualche stucchevolezza nel racconto che però non intacca affatto nella riuscita finale. Diretta dal britannico Rupert Goold, Judy ci rassicura con la sua semplicità, ma non smette mai di emozionarci.

Voto Pourfemme: 4 stellette su 5

Judy: il trailer cinematografico

Parole di Paolo Dallimonti