"Fame di pelle", la mancanza di abbracci crea ansia e stress: l'allarme degli psichiatri

Stress causato dalla pandemia, dal lockdown e dalla quarantena può portare alla cosiddetta fame di pelle, ossia la necessità di un contatto fisico rassicurante. Scopriamo di più sul suo significato, le cause, i sintomi e come provare a sentirsi meglio

Stanza degli abbracci Covid

Foto Getty Images | Al Bello

Dall’inizio della pandemia è passato più di un anno e della nostra vecchia vita ci mancano molte cose: non solo la libertà di viaggiare, celebrare le feste in famiglia, uscire con gli amici, ma specialmente la possibilità di abbracciare, di accarezzare, baciare le persone che amiamo e che ci circondano. Secondo gli esperti, la totale mancanza di contatto fisico, causata dal distanziamento sociale anti-Covid, aumenta considerevolmente i livelli di ansia e stress. L’allarme è stato lanciato dagli psichiatri proprio all’indomani della Pasqua, la seconda trascorsa in lockdown, nella maggior parte dei casi, distanti dagli affetti più cari e, talvolta, in completa solitudine.

Che cos’è la “fame di pelle”

L’assenza di contatto fisico genera un fenomeno che gli studiosi hanno soprannominato “fame di pelle“. Infatti, già poche settimane dopo l’inizio del primo lockdown, il 60% degli intervistati associava alla carenza di abbracci e carezze un aumento dell’ansia e dei disturbi dell’umore e del sonno. D’altra parte, la mancanza di contatto fisico rappresenta al tempo del Coronavirus uno dei pochi strumenti a nostra disposizione per proteggerci della malattia: motivo per cui dovremo convivere con questa assenza ancora per diverso tempo, o almeno fino a quando non sarà conclusa la campagna vaccinale.

Come rimediare alla mancanza di abbracci e carezze

Come rimediare a questo profondo bisogno senza mettere a rischio la nostra salute e quella dei nostri cari? Gli esperti consigliano di stimolare e migliorare la capacità sensoriale attraverso il contatto con l’acqua, come un bagno caldo, e con tessuti morbidi e confortevoli. “Il contatto fisico è rassicurante, perché è la modalità più arcaica per farci sentire al sicuro“, spiegano Massimo di Giannatonio ed Enrico Zanalda, co-presidenti della Società Italiana di Psichiatria.

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Perché il contatto fisico ci fa bene

Il contatto fisico provoca una sensazione di appagamento, che innesca, a sua volta, modificazioni neurochimiche positive, come l’aumento della produzione di ossitocina, ovvero l’ormone dell’attaccamento, che ha un effetto tranquillizzante sul nostro organismo. Dopo mesi di lockdown e distanziamento sociale, gli esperti concordano nell’affermare che gli effetti della mancanza di contatto fisico sono visibili e stanno avendo conseguenze significative sul vissuto di ciascuno.

Parole di Linda Pedraglio