Ex geloso morde in viso e cerca di soffocare la madre dei suoi figli

Un'odissea iniziata con minacce e vessazioni psicologiche, sino al drammatico epilogo: una follia culminata in una brutale aggressione di cui la vittima, madre dei figli dell'aggressore, porta i segni sulla pelle e nell'anima.

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    morde la ex

    Morsi sul viso, poi il tentativo di strangolarla: così l’ex compagno geloso ha aggredito la madre di due dei suoi sei figli, provocandole gravi lesioni in tutto il corpo. Autore del brutale crimine un 42enne, Craig Yates, che avrebbe immobilizzato la vittima, Hayley O’Hara, prima di agire su di lei con una furia indicibile e ridurla in fin di vita.

    Quasi uccisa dal suo ex: la follia di Craig Yates

    Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il movente della brutale aggressione ai danni di Hayley O’Hara sarebbe la gelosia morbosa del suo ex, Craig Yates, 42 anni, che prima di passare ai fatti l’avrebbe a lungo tormentata. Poi l’agguato, compiuto appena la donna è tornata a casa dopo una serata trascorsa con alcuni amici. L’avrebbe prima presa per il collo, poi colpita con calci e pugni, sino a tentare di soffocarla inserendole degli stracci in bocca.

    Morsi in faccia: le lesioni riportate dalla Hayley O’Hara

    Gravissime le lesioni riportate dalla vittima in quella notte di follia: il suo ex le avrebbe lacerato i lati della bocca e la guancia sinistra con dei morsi. La donna ha riportato anche numerose ecchimosi in tutto il corpo, specialmente sulle natiche e i polsi.

    La fuga dell’aggressore dopo la violenza

    Dopo la violenza, l’aggressore sarebbe fuggito, lasciando la donna esanime in casa. Ripresi i sensi, sarebbe riuscita ad approfittare dell’assenza del suo ex per chiedere aiuto. L’uomo, che nel frattempo avrebbe cercato di suicidarsi con una dose elevata di farmaci, è stato ritrovato dalla madre poco dopo il crimine. La polizia di Manchester lo ha arrestato, ma non si tratta del primo reato nel suo profilo giudiziario.

    Il precedente: Yates condannato per un’aggressione del 2016

    La polizia ha scoperto che nel ‘curriculum’ criminale del 42enne compare anche una condanna per aggressione, sempre ai danni della ex, compiuta nel 2016. In sede di processo per l’ultimo fatto contestato, ha chiesto scusa ai familiari per ‘il disonore’ in cui li ha gettati.

    La condanna: 14 mesi di reclusione e divieto di avvicinamento a vita

    Fa discutere, però, il tenore ‘lieve’ della condanna: per la feroce aggressione a morsi, e il tentato omicidio, Yates dovrà restare in carcere per 14 mesi. A questa pena di è aggiunto il divieto di avvicinamento a vita alla sua ex, provvedimento che non basta ad arginare le paure della vittima.

    Il profilo personale di Craig Yates

    Il condannato è padre di sei figli, due dei quali avuti dalla donna che ha ridotto in fin di vita. Nella sua vita privata insieme alla ex compagna avrebbe reiterato la condotta violenta, sino a indurre la donna a interrompere la relazione. Un rapporto definito dal giudice ‘intermittente’, in cui più volte la vittima avrebbe tentato di superare quelle violenze domestiche, cedendo alla richiesta di perdono del 42enne.

    La difesa: ‘Padre buono e irreprensibile’

    La difesa di Craig Yates ha giocato la carta del pentimento dell’imputato (ora condannato in via definitiva), asserendo che il suo è il profilo di una ‘padre di famiglia buono e irreprensibile verso i figli’, portando davanti alla corte il ritratto di un grande lavoratore che, però, non è servito a convincere in sede di giudizio.