Da Emma Watson a Sara Mora, 7 giovani donne che stanno cambiando il mondo

Dalla lotta al cambiamento climatico, alla parità di genere, all'importanza di rappresentare le minoranze, queste giovanissime donne stanno riscrivendo il presente...

Emma Watson che parla alle Nazioni Unite - woman empowerment

Foto Getty Images | Rob Kim

Da Emma Watson a Sara Mora, sono sette le giovani donne che l’Oprah Magazine ha nominato come le visionarie di oggi per l’impegno e il coraggio con cui stanno cambiando il mondo giorno dopo giorno. Dalla lotta al cambiamento climatico, alla parità di genere, all’importanza di rappresentare le minoranze, queste sette giovani donne, con le loro battaglie, stanno riscrivendo il presente, aprendo nuovi spazi di riflessione e portando alla luce problemi sommersi e fino a oggi completamente in ombra.

Ma vediamo chi sono queste giovani donne e quali le loro battaglie.

Emma Watson, 30 anni

L’attrice che ha esemplificato il potere femminile nei panni della strega Hermione Granger è ora un’importante ambasciatrice delle Nazioni Unite. Non solo ha contribuito a lanciare la campagna HeforShe, che sostiene l’uguaglianza di genere, Emma Watson è anche una fervente sostenitrice della moda etica ed eco-compatibile.

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Foto Getty Imnages | Eduardo Munoz Alvarez

Recentemente, infatti, è stata nominata presidente del comitato per la sostenibilità nel consiglio di amministrazione del gruppo di alta moda francese Kering, che, tra gli altri marchi, possiede anche Gucci.

Potresti chiedervi, ‘Chi è questa ragazza di Harry Potter? Cosa ci fa all’ONU?’ … Vista la possibilità, sento che è mio dovere dire qualcosa“.

Jamie Margolin, 18 anni

Cofondatrice e co-leader dell’organizzazione globale per il clima Zero Hour, Jamie Margolin fa parte del gruppo di giovani che sta portando avanti una causa contro il governatore Jay Inslee e lo stato di Washington per le emissioni di gas serra, sostenendo che mettono in pericolo le generazioni più giovani. Nel giugno 2020, Jamie Margolin ha scritto un libro, dal titolo “Youth to Power: Your Voice and How to Use It“. Il volume si presenta come una guida al cambiamento, che riporta consigli su come organizzare eventi, manifestazioni di massa e proteste pacifiche, anche attraverso i social media.

“I bambini pensano all’ambiente in modo più logico rispetto agli adulti. Gli studenti delle scuole medie chiedono: ‘Perché l’inquinamento non è illegale?’ Hanno ragione. Non c’è motivo per cui distruggere la vita sulla terra dovrebbe essere qualcosa con cui puoi farla franca“.

Marley Dias, 15 anni

Sono stufa di leggere libri che parlano di ragazzi bianchi e di cani. Così Marley Dias si è fatta conoscere al mondo, quando aveva soli 10 anni. Oggi, a distanza di cinque anni, la giovane attivista del New Jersey continua a lavorare per fare spazio alle ragazze black nell’universo della narrativa per bambini. A portarla sotto i riflettori, nel 2015, è stato il lancio di #1000BlackGirlBooks, una campagna per raccogliere mille libri con ragazze nere come protagoniste. Nel giro di poco tempo, il suo messaggio è diventato virale, tanto da ricevere un invito alla Casa Bianca da Michelle e Barack Obama in persona.

La frustrazione può essere carburante. Se ci concentriamo anche su piccole cose che ci infastidiscono e ci rendiamo conto di come potrebbero essere parte di un problema più ampio, possiamo trovare soluzioni che cambiano il mondo“.

Yara Shahidi, 20 anni

Amata per il ruolo di Zoey nella serie tv americana “Black-ish and Grown-ish”, Yara Shahidi, modella, attrice e attivista statunitense, ha fondato lo Yara’s Club: una sorta di piazza digitale per discutere le questioni relative al bene sociale che si rivolge soprattutto agli studenti delle scuole superiori. Per il suo diciottesimo compleanno, Yara Shahidi ha lanciato l’iniziativa #WeVoteNext, che incoraggia l’impegno civico e il voto tra i giovani. Ha anche lavorato con UN Women, Girls for Gender Equity e Third Wave Fund.

Stiamo entrando in un mondo che non avevamo nemmeno immaginato prima, che può essere spaventoso ed emozionante. Riconosciamo le infrastrutture oppressive e le chiamiamo come tali. Una riforma potrebbe non essere sufficiente per correggere gli enormi torti del passato, forse è il momento di ricominciare da capo e cambiare l’intero paradigma“.

Miranda Yang, 26 anni

Quando Miranda Wang, 26 anni, e la sua amica Jenny Yao hanno appreso che solo il 9% circa della plastica mondiale viene riciclata, hanno affrontato il problema facendo un progetto di ricerca per la scuola. Ora la loro azienda, BioCellection, lanciata nel 2015, sviluppa tecnologie per riciclare la plastica più difficile senza inquinare.

C’è sempre un modo per ottenere un vantaggio per tutti. Se le persone non lo vedono, non puntano abbastanza in alto o non mettono abbastanza creatività“.

Sara Mora, 24 anni

Nel 2017, l’attivista Sara Mora, arrivata negli Stati Uniti dalla Costa Rica all’età di 3 anni, ha rivelato di essere una destinataria del DACA, il programma federale per gli immigrati irregolari, con l’obiettivo di rompere lo stigma che circonda gli immigrati privi di documenti. La sua nuova organizzazione no profit, Population Mic, si impegna a garantire borse di studio per i giovani che fanno parte di comunità a basso reddito.

Penso sempre, c’è un ragazzo là fuori che dice: ‘Questo è quello che sono.’ Vedere persone prive di documenti che vivono pubblicamente e senza paura: questo è ciò di cui avevo bisogno quando avevo 14 anni“.

Katie Eder, 21 anni

Quando aveva 13 anni, Katie Eder ha fondato Kids Tales per portare laboratori di scrittura ai giovani. A 18 anni, è stata cofondatrice dell’organizzazione no profit 50 Miles More contro la violenza armata. Attualmente è direttrice esecutiva di Future Coalition (di cui è cofondatrice), una rete di giovani che si occupa di questioni urgenti come il cambiamento climatico. Nel dicembre 2019, Katie Eder è stata nominata una dei 30 under 30 di Forbes nella categoria “Law and Policy”.

Nel giudaismo, c’è una frase ebraica, tikkun olam, che significa ‘riparare il mondo’. Quel valore è stato incorporato nella mia crescita. Ho sempre sentito l’obbligo che se vedi qualcosa che non va, dovresti fare qualcosa per cercare di risolverlo“.

Parole di Linda Pedraglio

Mi chiamo Linda Pedraglio. Sono nata e cresciuta in un piccolo paese vicino al lago di Como, ma, fra studio e lavoro, ho avuto modo di vivere città diverse: l’Erasmus a Helsinki, gli anni dell’università a Milano, il corso di giornalismo a Firenze. Sogno una piccola casa sul lago, piena di libri, che sono il mio affaccio sul mondo, e un orto di pomodori e peperoncini. Attualmente, collaboro con Alanews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection, dove mi occupo di donne, salute e benessere, con qualche incursione nel percorso di emancipazione femminile.