Donne incredibili delle serie tv: Amy Adams è Camille Preaker in Sharp Objects

Tra thriller e drama, segreti inconfessabili e sharp objects, il personaggio di Camille Preaker ci trascina nell’abisso della follia che si nasconde dietro la scintillante facciata della comunità di Wind Gap.

Amy Adams

Instagram @sleaziz

Serie TV di soli 8 episodi ambientata nella cittadina di Wind Gap nel Missouri in cui una ragazzina è stata uccisa e un’altra, scomparsa, sarà ritrovata morta. La protagonista, Camille Preaker (interpretata dalla bellissima Amy Adams) è una giornalista nata e cresciuta proprio a Wind Gap e quasi costretta dal capo a tornare a casa per scrivere un pezzo sulle vicende che hanno profondamente scosso la comunità locale.

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In un tempo quasi sospeso galleggiano il doloroso passato di Camille, recuperato attraverso flashback che come pezzi di un puzzle vanno progressivamente a ricomporre la storia della donna, e il presente fatto di apparenze e inganni che coprono come una cappa tutta la città.

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Nulla è ciò che sembra

Camille sfida il clima di tensione e sospetto che si è creato a Wind Gap e soprattutto sfida l’ostilità di una madre, Adora, che fin dalla prima puntata ci lascia perplessi: può una donna del genere definirsi madre? Adora non ama Camille e non fa nulla per nasconderlo, la disprezza, la giudica continuamente e non vede l’ora di metterla alla porta. Ma questo personaggio, interpretato da una magnifica Patricia Clarkson, si rivela nel corso degli episodi molto più complesso, un vero e proprio caso psichiatrico.

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La permanenza a Wind Gap rappresenta per Camille l’occasione per fare i conti con proprio passato, portare alla luce quei demoni che l’hanno costretta a un presente di alcolista e che si trovano incisi sulla sua pelle, letteralmente. Perché Camille è stata per anni un’autolesionista, ha devastato il suo corpo e tra le sue cicatrici è possibile leggere gli abusi, la violenza fisica e psicologica, la morte inspiegabile della sorellina Marian.

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Camille, la forza della determinazione

I caratteri di questo personaggio sono quelli di un’antieroina: conduce una vita sregolata, non ha un legame stabile in una comunità in cui tutti hanno figli, ha una devastante dipendenza dall’alcol che non nasconde (ma a Wind Gap bevono tutti) e un corpo distrutto che invece nasconde anche alla madre. Cosa fa dunque di lei una donna forte? La determinazione. Ogni scoperta, ogni brandello del proprio passato che recupera la porta a un passo dal rinunciare, ma lei rimane a Wind Gap, non molla. Resiste. Arriva a rischiare la sua stessa vita quando realizza che anche la sorellastra più piccola, Amma, accusa gli stessi sintomi della sorella morta. Il segreto della morte di Marian e delle strane malattie di Amma si nasconde in uno sciroppo fatto in casa da Adora, la madre perfetta, la donna perfetta.

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Pur con le sue tormentate problematiche, la positività di questo personaggio emerge episodio dopo episodio e trova la sua consacrazione nelle scene finali dell’ultima puntata, quando  Camille decide di prendere con sé la sorella Amma (Adora è finita in carcere, accusata degli omicidi delle due ragazzine e degli abusi sulle figlie) e di scrivere un articolo in cui lei, riluttante a parlare di sé con chiunque, racconta senza filtri la propria storia per poter poi finalmente rinascere.

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Attenzione al finale!

Ma questa serie regala emozioni fino alla fine, anzi fin dopo i titoli di coda dell’ultimo episodio e le scene davvero conclusive ci costringono a realizzare che a Wind Gap niente è come appare.

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Parole di Francesca Turchi

Appassionata di libri, mi occupo di arte, editoria, cinema e teatro.

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