Desirée, fermato terzo immigrato irregolare: ‘Stuprata e uccisa per divertimento’

Uno dei fermati per l'omicidio volontario e lo stupro di gruppo era stato già raggiunto da un provvedimento di espulsione. Il profilo del branco si fa sempre più nitido sotto la lente delle indagini.

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 26 ottobre 2018

Desirée, fermato terzo immigrato irregolare: ‘Stuprata e uccisa per divertimento’
Foto: Il terzo immigrato irregolare fermato per l'omicidio della 16enne/Ansa

Sono saliti a tre i fermi per omicidio volontario e violenza sessuale di gruppo, dopo la morte di Desirée Mariottini. Uno di loro era stato raggiunto da un provvedimento di espulsione datato 30 ottobre 2017. Spuntano particolari agghiaccianti sul movente e sulla dinamica della brutale aggressione: 12 ore di abusi prima della fine.

Tre arresti per il delitto di Desirée

Mentre si vaglia la posizione di un quarto uomo, nell’inchiesta per l’omicidio di Desirée Mariottini il profilo dei tre immigrati irregolari fermati si fa sempre più nitido.

In manette sono finiti i senegalesi Gara Mamadou (26 anni), Minteh Brian (43 anni) e il nigeriano Alinno Chima (46 anni).

Il primo risultava titolare di un permesso di soggiorno per richiesta d’asilo scaduto, con provvedimento di espulsione emesso il 30 ottobre 2017 a firma del prefetto di Roma. Si era poi reso irreperibile, facendo perdere le sue tracce nel tessuto locale. Il 22 luglio 2018 era stato rintracciato ed era stato richiesto un nulla osta dell’autorità giudiziaria per i reati pendenti.

Il nigeriano, terzo fermato per la morte della 16enne, aveva il permesso umanitario scaduto. Un documento rilasciato il 14 marzo 2016 la cui validità si è conclusa il 13 marzo scorso. Secondo quanto emerso, anch’egli risultava irreperibile.

Per l’accusa avrebbero agito tutti come ‘belve’, e la loro attività di spaccio non si era mai interrotta. Ma, oltre i tre pusher, altri nomi potrebbero entrare presto nel fuoco delle indagini (addirittura forse due o tre persone).

Il quarto uomo

Con certezza, ci sarebbe almeno un quarto complice: si tratta di un ghambiano il cui nome potrebbe essere iscritto nel registro degli indagati con le stesse accuse: omicidio volontario (per l’accusa pluriaggravato), violenza sessuale di gruppo e cessione di stupefacenti.

Il supertestimone senegalese parla di un branco di sei/sette uomini in azione durante quelle 12 ore di inferno. Desirée sarebbe stata imbottita di droghe al punto da renderla incosciente, poi stuprata a turno persino quando era prossima al collasso.

Per le persone presenti sulla scena del crimine, forse oltre 10 (alcune delle quali ancora da individuare), potrebbe configurarsi il reato di omissione di soccorso o addirittura concorso in omicidio.

Stuprata ‘per divertimento’

Tra le aggravanti contestate al branco quella della crudeltà. La ragazza sarebbe stata stuprata e uccisa ‘per divertimento’ al culmine di un vortice di perversione. Questa è la convinzione portante dell’accusa, sostenuta dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal pm Stefano Pizza. Una contestazione messa nero su bianco nell’ordinanza di convalida del fermo dei tre clandestini indagati.

Il gruppo di killer avrebbe agito per ‘motivi abietti’, in seguito all’aver ridotto la 16enne a uno stato di incoscienza tramite somministrazione massiccia di droghe e tranquillanti.

Un mix che gli aggressori sapevano essere potenzialmente letale e atto ad annientare le capacità di difesa della vittima. Tra le sostanze usate, secondo il pm, ci sarebbero tranquirit, crack, metadone ed eroina.

Nonostante la vittima fosse chiaramente inerme, avrebbero continuato con le violenze per poi lasciarla nuda su un materasso, in quello stabile della morte di via dei Lucani, quartiere San Lorenzo.

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