Decapita la compagna, movente shock: ‘La sua zuppa di cavoli non era gustosa’

L'uomo, 43 anni, ha confessato l'omicidio poche ore dopo l'arresto. Pochi giorni fa un altro delitto, maturato in un contesto simile al caso che sconvolge il mondo.

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 18 gennaio 2019

Decapita la compagna, movente shock: ‘La sua zuppa di cavoli non era gustosa’
Foto: Pixabay

Gli agenti di polizia in servizio nella città russa di Kozlovka l’hanno trovata senza vita, decapitata: è una donna di 47 anni, uccisa dal compagno per una zuppa. Nelle fasi iniziali dell’indagine, è stato difficile risalire all’identità della vittima, poi la sconvolgente confessione dell’uomo.

Decapitata per una zuppa

Il corpo senza vita di una 47enne è stato scoperto dalle autorità russe a Kozlovka. Il particolare raccapricciante è che è stata decapitata e ad agire, secondo la sua confessione, è stato il compagno.

L’uomo l’avrebbe massacrata perché “la zuppa di cavoli che ha cucinato non era gustosa“. Si legge questo tra le carte dell’inchiesta sul brutale omicidio.

Il reo confesso, 43 anni, si trova in carcere, e stando alle numerose testimonianze rese da alcuni conoscenti della coppia, avrebbe iniziato ad assumere un comportamento aggressivo dopo la perdita del lavoro.

Non ci sarebbe alcun precedente violento a suo carico, e dopo aver ammesso le sue responsabilità in ordine alla morte della convivente ha smesso di collaborare con gli inquirenti.

Stando a quanto si apprende tramite il quotidiano Readovka News, a scatenate la furia omicida dell’indagato sarebbe stata la pessima dote culinaria della vittima.

Aveva cucinato una zuppa insipida di Shchi (piatto tipico russo, ndr)”, riferiscono fonti di polizia,  questo sarebbe bastato per la sua condanna a morte.

Il 43enne è accusato di omicidio volontario e avrebbe tentato il suicidio dopo la mattanza.

Si tratta del secondo omicidio, nel giro di pochi giorni, maturato in un contesto simile: la scorsa settimana, una 31enne è stata arrestata con l’accusa di aver pugnalato a morte il marito (35 colpi, secondo l’autopsia). Il movente, anche in questo caso, sarebbe legato alla cucina: la vittima avrebbe criticato i piatti della consorte, finendo per morire.

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