Coronavirus e violenza sulle donne: come chiedere aiuto

L'emergenza sanitaria per il Covid-19 rischia di peggiorare la situazione di molte donne costrette a casa con un partner o familiare violento. Ma ci sono diversi modi per chiedere aiuto anche ai tempi del coronavirus

Coronavirus violenza sulle donne

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La violenza sulle donne non si ferma nemmeno ai tempi del coronavirus. Anzi, se possibile, il periodo di quarantena e l’isolamento forzato in casa con partner maltrattanti costringe molte donne a vivere situazioni di pericolo. Non è facile per chi subisce forme di oppressione condividere lo stesso tetto 24 ore su 24 con una persona violenta e contemporaneamente essere isolate da tutti senza poter fare altro che vedere il proprio spazio personale diventare sempre più inesistente. Ma le donne in difficoltà non sono sole nemmeno durante l’emergenza dovuta al Covid-19. Ecco come fare per chiedere aiuto.

Coronavirus: l’isolamento forzato aumenta la violenza sulle donne

L’isolamento forzato a casa per arginare la pandemia di coronavirus costringe molte donne a vivere situazioni pericolose dove casa non è sinonimo di sicurezza e il pericolo di femminicidio aumenta. Se in casa c’è anche una persona violenta che le maltratta, la convivenza forzata può portare al serio rischio di essere aggredite e abusate. Un incubo che sembra infinito e che molte donne vivono come inevitabile.

Un esempio sono le denunce delle donne alle forze dell’ordine, per maltrattamenti da parte di famigliari e conviventi. Che sono passate da 1.157 nelle prime 3 settimane di marzo 2019 alle 652 dello stesso periodo del 2020. Un dato che evidenzia come molte donne subiscano anche una sorta di sfiducia e impotenza di fronte alla loro condizione.

Le case si trasformano in prigioni e la speranza di poter chiedere un aiuto concreto si fa debole fino a sparire, in certi casi. Ma le donne maltrattate devono sapere che possono sempre contare su un aiuto esterno, che possono contattare con diverse modalità e a qualsiasi ora del giorno.

Un aiuto concreto per le donne ai tempi del coronavirus

Anche con le restrizioni dovute al coronavirus, le donne costrette a vivere in casa con persone che le maltrattano o che le opprimono hanno diverse opportunità per chiedere aiuto.

Come sempre possono fare denuncia presso le Forze dell’Ordine, chiedendo anche di poter essere allontanate dal domicilio e passare la quarantena in un luogo protetto. Nell’ambito delle procedure di emergenza per il Covid-19, le denunce delle donne maltrattate possono essere formalizzate anche successivamente all’allontanamento da casa. Per favorire la possibilità di denunciare il proprio aguzzino anche in questo periodo di quarantena è stata di recente inserita – nelle autocertificazioni per gli spostamenti da casa – proprio la voce riguardante la denuncia di violenza domestica.

Numeri di telefono per le donne

Ma non solo. I vari centri anti violenza sono operativi sia tramite telefono sia con app dedicate. I centri antiviolenza e le case rifugio continuano a restare aperti ed è sempre operativo H24 il numero anti-violenza 1522 con l’attivazione di sms e chat anche in inglese, francese, spagnolo e arabo. Il dipartimento delle Pari Opportunità ha anche predisposto un’app 1522 da scaricare sul telefonino per poter chiedere aiuto e denunciare casi di violenza in modo più facile e veloce.

Inoltre WeWorld, organizzazione che da 50 anni si occupa di garantire i diritti di donne, bambini e bambine in 29 Paesi, compresa l’Italia, ha attivato un nuovo numero di telefono dedicato a tutte le donne in difficoltà o in oppressione durante la quarantena. Il numero è 800.13.17.24. Resta attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 18 e sabato mattina dalle 9 alle 13. Chi ha bisogno può anche scrivere una mail all’indirizzo: ascoltodonna@weworld.it

Parole di Violetta Gonzaga