Coppie omogenitoriali: il Piemonte pagherà le spese legali per il riconoscimento dei figli

Il Piemonte si conferma la prima regione in Italia a mettere a disposizione delle coppie omosessuali i 300 mila euro del fondo anti-discriminazione.

Pubblicato da Beatrice Elerdini Mercoledì 23 maggio 2018

Coppie omogenitoriali: il Piemonte pagherà le spese legali per il riconoscimento dei figli

Il Piemonte sta percorrendo in totale autonomia una strada nuova, non ancora battuta in Italia, quella del pieno sostegno alle coppie omogenitoriali: a collaborare al medesimo obiettivo sono peraltro esponenti di diversi partiti politici, uniti contro la discriminazione. L’assessore regionale ai Diritti Civili, Monica Cerutti (Pd) ha annunciato di voler sostenere le spese legali delle coppie omogenitoriali piemontesi, che abbiano difficoltà economiche nell’affrontare l’eventuale causa giudiziaria per la registrazione del nascituro all’anagrafe.

La volontà di alcuni politici appartenenti a diversi schieramenti di fare fronte comune a favore delle coppie omogenitoriali è nata dopo che il sindaco di Torino, Chiara Appendino (M5S), a fine aprile, ha deciso di iscrivere all’anagrafe l’atto di nascita di un bimbo nato all’ospedale cittadino Sant’Anna da due donne grazie alla fecondazione eterologa. In seguito alla decisione del primo cittadino del capoluogo piemontese, l’assessore regionale ai Diritti Civili, Monica Cerutti (Pd), ha dichiarato di essere pronta a ‘blindare la registrazione del piccolo’. Il provvedimento annunciato dalla Cerutti infatti è rivolto a tutte le famiglie omosessuali piemontesi, ma in primis a questa coppia: il rischio infatti è che la registrazione voluta dall’Appendino venga impugnata dalla procura della Repubblica e il giudizio definitivo cada nelle mani del Tribunale di Torino.

Peraltro si tratterebbe di un copione già visto in altre città italiane, come sottolinea L’Espresso, tuttavia la decisione del sindaco di Torino conserva un’importanza enorme, si tratta pur sempre di una piccola, grande rivoluzione in termini sociali. L’estensione dei diritti di cui beneficiano i bambini nati in famiglie eterogenitoriali a quelli nati in famiglie omogenitoriali era uno dei punti contenuti nella legge Cirinnà, successivamente eliminato: la legge è stata approvata, deturpata della cosiddetta stepchild adoption, così la strada della certificazione dei figli per le coppie omosessuali è rimasta complicata e incerta. Ma come ha sottolineato Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno rimane il fatto che per ‘la prima volta viene iscritto all’anagrafe italiana un bambino nato in Italia da due genitori gay. Sulla stessa strada si stanno muovendo i comuni di Bologna, Milano, Palermo e Catania, che ci stanno dando segnali positivi’.

La regione Piemonte si conferma quindi la prima in Italia a mettere a disposizione delle coppie omosessuali i 300 mila euro del fondo anti-discriminazione, per sostenere le spese legali di coloro che incontrino difficoltà nella registrazione del nascituro all’anagrafe. ‘La registrazione dei piccoli è già una realtà in alcuni Comuni. Riteniamo che anche quelle coppie omogenitoriali che non hanno la possibilità economica di affrontare gli eventuali rischi dell’iscrizione all’anagrafe del figlio, debbano avere una tutela. Vogliamo garantire il loro diritto a crescere il bambino, e il diritto del minore a rimanere nella propria famiglia, anche nel caso succedesse qualcosa al genitore naturale. Per questo, chi vorrà, potrà attingere al nostro fondo antidiscriminazione, perché sarà importante impugnare l’atto di annullamento come atto discriminatorio’, ha detto l’assessore Monica Cerutti, in occasione della presentazione dei Pride piemontesi che si terranno a Novara il 26 maggio, Torino il prossimo 16 giugno e Alba il 7 luglio.