Coppie gay con figli, campagna shock: ‘Due uomini non fanno una madre’

I manifesti shock affissi a Torino, Roma, Milano e Napoli. Il sindaco Chiara Appendino dichiara battaglia al sintomo di una crescente intolleranza ai diritti dei genitori omosessuali.

Pubblicato da Giovanna Tedde Martedì 16 ottobre 2018

Coppie gay con figli, campagna shock: ‘Due uomini non fanno una madre’
Foto: Pixabay

Un bambino in lacrime nel carrello della spesa, spinto da due papà omosessuali e la scritta: “Due uomini non fanno una madre”. Questo il contenuto del manifesto shock che lancia la campagna di Pro Vita e Generazione Famiglia contro i genitori omosessuali. Torino, Roma, Milano e Napoli le città in cui è stato affisso. Il sindaco Appendino non abbassa la guardia e prosegue nella sua battaglia per i diritti delle famiglie arcobaleno.

‘Due uomini non fanno una madre’

Questo il titolo della campagna shock promossa dalle associazioni Pro Vita e Generazione Famiglia. Un messaggio lampante sui manifesti affissi in alcune delle più importanti città d’Italia, tra cui Torino, Milano, Roma e Napoli.

Il sindaco del capoluogo piemontese, Chiara Appendino, ha respinto questa iniziativa con un chiaro e incisivo tweet: “Due persone che si amano fanno una #famiglia. Continuerò le trascrizioni e non smetterò di dare la possibilità a questo amore di realizzarsi. Un abbraccio“.

Provocatoria e di impatto devastante anche la rappresentazione scelta per i manifesti: due uomini che spingono un carrello della spesa con dentro un bimbo ‘prodotto’. Sul piccolo, che indica un bambino ‘arcobaleno’, un codice a barre e di fianco l’hashtag “#Stoputeroinaffitto”.

Ma la prima forte replica arriva proprio dalla Torino del sindaco pentastellato, che ha aperto la strada al riconoscimento della genitorialità delle coppie gay. Proprio nella città guidata da Chiara Appendino, infatti, c’è stata una notevole apertura alla trascrizione degli atti di nascita per i figli di coppie omosessuali. A Pisa, nel marzo scorso, il Tribunale di Pisa si è rivolto alla Corte Costituzionale per sciogliere i dubbi sulla prima trascrizione ufficiale richiesta da due donne.

La campagna “è una risposta decisa a tutti quei giudici e sindaci che, violando la legge e il supremo interesse del bambino, hanno disposto la trascrizione o l’iscrizione di atti di nascita di bambini come figli di due madri o di due padri“. Questa la posizione delle due associazioni che hanno promosso l’iniziativa.