Condannato a 12 anni per aver strangolato e ucciso il figlio di 5 anni: ‘Ero posseduto’

All'uomo, che ha ucciso il piccolo nella sua automobile, è stata riconosciuta la semi-infermità mentale

Pubblicato da Beatrice Elerdini Martedì 16 ottobre 2018

Condannato a 12 anni per aver strangolato e ucciso il figlio di 5 anni: ‘Ero posseduto’
Foto: Ansa

E’ stato condannato a 12 anni di carcere Besart Imeri, l’uomo di 26 anni di origini macedoni che lo scorso 4 gennaio ha strangolato e ucciso il figlio di 5 anni. La vicenda shock si è consumata a Cupramontana, in provincia di Ancona. Il gup Francesca De Palma, nella sentenza emessa al termine del processo svoltosi con rito abbreviato, ha dichiarato che l’imputato era seminfermo di mente. Il pm Valentina Bavai aveva chiesto una condanna a 14 anni e 8 mesi di carcere.

La parziale incapacità di intendere e volere è stata individuata da un’esperta incaricata dal gup, Francesca Bozzi. Durante il primo interrogatorio Imeri aveva parlato di una sorta di forza superiore che l’avrebbe spinto a quel gesto estremo. Dopo aver strangolato il figlio, quell’entità soprannaturale l’avrebbe abbandonato.

La dinamica dell’omicidio

Besart Imeri era disoccupato e da diverso tempo era in cura per una forte depressione. L’uomo, in quel maledetto 4 gennaio, è salito in auto con il suo bambino, per andare a comprare le sigarette e fare una passeggiata. Non appena sono entrati nella vettura, Imeri ha strangolato a mani nude il figlio, poi l’ha riportato subito a casa. A quel punto il padre ha chiamato i soccorsi, ma il piccolo era già in gravissime condizioni. I sanitari intervenuti hanno tentato di rianimare la vittima per oltre mezz’ora, ma non è stato sufficiente.

La madre 24enne, che in quei frangenti era in casa, è stata poi ricoverata all’ospedale Carlo Urbani di Jesi in stato di choc. La giovane donna era incinta.

In ragione della semi-infermità mentale dichiarata, l’avvocato di Imeri ha chiesto il trasferimento del suo assistito in una struttura per malati psichici, ma l’istanza non è stata accolta.

Lo scorso maggio, a Parma, una mamma ha cercato di strangolare la figlia con la canottiera. E’ stata arrestata.