Frappe, chiacchiere, bugie: come si chiamano i fritti di Carnevale nella vostra regione?

Lo sapevate che in Sardegna vengono chiamate Maraviglias? Leggere e friabili, le chiacchiere di carnevale sono conosciute lungo la penisola con nomi diversi

chiacchiere

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Chiacchiere, frappe e bugie: regione che nome vai, nome che trovi. Ma quello di cui siamo certi è che questi dolci fritti sono un vero e proprio classico di Carnevale in tutta la penisola. Si tratta di una ricetta piuttosto semplice da realizzare: nulla di più che striscioline di pasta preparate con uova, zucchero, burro, vanillina e scorza di limone, fritte nell’olio (anche se originariamente si cuocevano nello strutto!) e cosparse di zucchero semolato, e talvolta anche ripassate al forno.

Bugie e frappe: ecco da chi sono state inventate!

Leggere, croccanti e friabili, le chiacchiere di carnevale hanno alle spalle una storia millenaria. Secondo la tradizione, la ricetta delle chiacchiere affonda, infatti, le sue radici in epoca romana, quando durante le festività dei Baccanali o dei Saturnali (gli antesignani del Carnevale!), venivano preparate le “frictilia”, ovvero dolcetti a base di uova e farina, poi fritti nel grasso del maiale. Nei secoli, sono nate numerose leggende sulla nascita di questa antica ricetta, che è rimasta pressoché invariata nel tempo.

Perché si chiamano chiacchiere?

Tra le storie più affascinanti in circolazione, si racconta che la sovrana Margherita di Savoia (ebbene sì, proprio quella a cui si lega la nascita della pizza margherita), chiacchierando con alcuni membri della sua corte, chiese al cuoco un dolce che potesse deliziare i suoi ospiti. Quel giorno, nacquero le chiacchiere, così battezzate dal cuoco, in ricordo della situazione conviviale da cui era scaturita la richiesta della sovrana: insomma, un dolce leggero, ideale da gustare tra una chiacchiera e l’altra.

Come la ricetta è cambiata nel tempo: e lo strutto?

Servite cosparse di zucchero, talvolta con una colata di cioccolato fondente, con il miele o con il sanguinaccio, la ricetta delle chiacchiere si è adattata ai tempi, anche se la preparazione di base non ha subito grandi modifiche nel corso degli ultimi duemila anni di storia. Ovviamente, non si cuoce più nello strutto, anche se alcuni sostengono che sia ancora la scelta migliore, e molti preferiscono optare per il più leggero olio di semi, al posto di quello extravergine di oliva.

Frappe, bugie o chiacchiere? come vengono chiamate da nord a sud!

Le chiamano Chiacchiere in Lombardia e dal basso Lazio in giù, fino alla Sicilia. In Piemonte e Liguria sono le Bugie e in Toscana i celeberrimi Cenci. Esistono poi varianti regionali ancora più sconosciute rispetto alle più famose chiacchiere, bugie e frappe. Nel Molise, ad esempio, sono i Cunchielli e in una remota zona montuosa della Campania sono i Guanti. Nel Polesine, vengono chiamate Cròstoli o Grostoli, mentre nelle provincia di Mantova e di Brescia, diventano le Lattughe e in Sardegna le Maraviglias.

Parole di Linda Pedraglio