Tutti possono parlare di moda, grazie a Clubhouse

Clubhouse è diventato un luogo d'incontro per esperti e curiosi, dove spesso si parla anche di moda. Questo, però, non fa di tutti coloro che esprimono la loro opinione dei critici

Clubhouse

Foto Unsplash | Adem AY

Clubhouse continua ad essere il social network del momento. Pur rimanendo ancora solo per gli utenti in possesso di prodotti Apple, questa piattaforma ha conquistato migliaia di persone, che la utilizzano per parlare delle più disparate tematiche.

Ovviamente, non potevano mancare room e discussioni anche sul mondo della moda. Clubhouse, infatti, volente o nolente, è emerso come uno spazio interessante, anche se ancora controverso, per l’industria della moda.

Un luogo di incontro unico, dove esperti e appassionati sono sullo stesso piano

La particolarità di questo social, ovvero l’assenza di immagini, rispetto ai colleghi “più illustri” come TIkTok o Instagram, l’ha reso in realtà ancora più interessante agli occhi del mondo della moda. Questo perché, alcune stanze hanno sviluppato discorsi molto interessanti su rappresentazioni, problematiche dell’industria e integrità creativa, portando alla luce anche pareri e posizioni che non avevano mai trovato una loro dimensione prima d’ora.

Su Clubhouse, infatti, si ritrovano veterani del settore come studenti delle scuole d’arte o di fashion design, o semplicemente soggetti che hanno un forte interesse per il mondo della moda. Insomma, quello che è emerso in questi mesi è che la piattaforma è riuscita a dare voce a tutti, facendo incontrare pensieri e opinioni diverse e rendendo il discorso sulla moda meno “elitario” e più vicino a tutti.

Prendiamo, ad esempio, le sfilate. Causa pandemia quest’anno si sono spesso tenute online. Quindi, la settimana della moda quest’anno è diventa più “accessibile” in termini di fruizione da parte di tutto il pubblico. Ma non solo. Perché su Clubhouse sono nate tantissime stanze per discutere delle sfilate e di quello che era successo a porte chiuse.

Su Clubhouse sono tutti critici, o forse nessuno

Insomma, quello che emerge con l’arrivo di Clubhouse e la sua diffusione è ancora una volta il grande potere dei social network: si è passato dai critici sui giornali di settore e generalisti, alle stories e ai post su Instagram fino alle recensioni delle sfilate su Clubhouse. Alla fine, gli utenti sono diventati come dei “critici dei critici”.

Il problema, nonostante la bellezza di questo spazio dove ognuno può dire la propria, è proprio quello di ritrovarsi ad avere una moltitudine di discussioni, spesso senza capo né coda. Soprattutto, su argomenti che alcuni, i meno esperti magari, non sono in grado di trattare. Clubhouse ha sicuramente generato un nuovo modo di “fare conversazione”, dove sono state quasi del tutto abolite le gerarchie a cui siamo abituati.

Qui, però, bisogna cercare di utilizzare Clubhouse in modo costruttivo, facendo si che sia realmente uno spazio dove tutti possono prendere parola, ma senza sovrastare gli altri o pensando di avere “la verità assoluta” in mano, magari anche rispetto a chi ha molto più esperienza di loro.

In buona sostanza, l’ascesa di Clubhouse ha rispolverato una frase che tutti noi avremo pronunciato almeno una vota: “tutti hanno un’opinione”. Anche per quanto riguarda la moda.

Parole di Benedetta Minoliti

Benedetta Minoliti, nata a Milano il 24 marzo 1993. Sono laureata in Lettere moderne all’Università degli Studi di Milano e diplomata presso la Scuola di Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano. Non esco mai di casa senza le cuffie, ascolterei la musica anche mentre dormo e adoro scattare polaroid. Collaboro con AlaNews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection.

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