Chirurgia plastica: una legge per vietarla alle minorenni

Proposta dal sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, una legge che vieta ai minorenni di sottoporsi ad interventi di chirurgia plastica, prendendo atto dal sempre maggiore numero di ragazzine che ricorrono al bisturi prematuramente. Oggi ci chiediamo se è giusto oppure no, questo divieto, e cosa si nasconde dietro al mondo della chirurgia plastica.

Pubblicato da Ritana Schirinzi Martedì 10 febbraio 2009

Il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, ha intenzione di proporre il divieto alle minorenni a sottoporsi ad interventi di chirurgia plastica, allarmata dai dati sempre crescenti, che vogliono le ragazze sotto i diciotto anni, pronte a sottoporsi ad interventi per rimodellare il proprio corpo e correggere le imperfezioni. Cosa ne pensate? Siete favorevoli o contrari?
Secondo i dati raccolti dalla Swg, un’italiana su tre non gradisce il proprio aspetto fisico e il 17 per cento delle sedicenni vorrebbe aumentare il volume del proprio seno.

Anche noi di Pourfemme, vi avevamo posto, in un sondaggio di qualche tempo fa, la fatidica domanda: Quanto ti piaci? , e i risultati ottenuti, ci confermano l’indagine di Swg.
Sono quindi sempre di più le ragazzine che, chiedono a mamma e papà di essere accompagnate dal chirugo plastico per risolvere le proprie insicurezze sotto i ferri.

La proposta sarebbe quindi quella di vietare il bisturi sotto i 18 anni e per il momento, provvedere a creare una sorta di anagrafe delle rifatte, dove riportare i nomi di tutte coloro che si sono sottoposte ad interventi chirurgici, per capire quanto si sta espandendo il “mercato” e prendere eventuali provvedimenti, almeno sulle ragazzine.

Intanto, la proposta ha già sollevato molte proteste, tra chi pensa che una simile legge violerebbe i sacri diritti della persona, sanciti dalla nostra Costituzione. Al tempo stesso c’è chi, si rende conto che sotto la maggiore età il fisico è ancora in fase di crescita, e che quindi, sottoporsi ad un intervento chirurgico, potrebbe essere in parte prematuro, considerando anche una non completa maturità e consapevolezza nel prendere certe decisioni di alcune ragazze troppo giovani, ispirate più dalla voglia di emulazione dei modelli televisivi che dalla vera esigenza di porre fine a dei complessi fisici.

Probabilmente bisognerebbe comunque fare una distinzione tra interventi e interventi. Probabilmente una sedicenne che si rifà il seno, acquistando in un attimo due taglie, è mossa di motivazioni ben diverse rispetto a chi presenta gravi problemi di tipo fisico, causa di complessi, che sono risolvibili solo con la chirurgia.

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