Caso Scazzi, Michele Misseri scrive a Pomeriggio 5: ‘Nessuno mi crede, sono io il colpevole’

Lo zio di Sarah Scazzi, padre e marito delle uniche condannate per il suo omicidio, Sabrina e Cosima Misseri, torna a far sentire la sua voce. Ancora una volta, sostiene di essere lui l'assassino della nipote.

Pubblicato da Giovanna Tedde Mercoledì 5 settembre 2018

Caso Scazzi, Michele Misseri scrive a Pomeriggio 5: ‘Nessuno mi crede, sono io il colpevole’
Foto: Ansa

Nonostante il giallo di Avetrana si sia risolto con la condanna di Sabrina e Cosima Misseri, cristallizzata in una sentenza definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Sarah Scazzi, lo zio Michele torna a farsi sentire. Ancora una volta, si dipinge come colpevole a cui la giustizia non avrebbe dato credito.

Michele Misseri si dice colpevole

La sua testimonianza, dopo un primo mea culpa e la rimodulazione continua alla sua versione sull’omicidio Scazzi, è stata liquidata come inattendibile.

Michele Misseri, nel giallo di Avetrana, è forse una delle figure più enigmatiche intorno a cui si dipana un tessuto familiare che secondo gli inquirenti appare certo: lui succube, moglie e figlia ‘burattinaie’. Per tanti al di fuori delle competenze investigative, però, è una ‘Sfinge’ che nasconde non pochi segreti.

In seno alla sua immagine di uomo dal labile polso, si è innestato il dubbio dell’opinione pubblica: davvero Michele Misseri non ha avuto alcun ruolo nella fase omicidiaria?

Ad alimentare certa frangia di colpevolisti, c’è una nuova lettera dello zio della 15enne uccisa nell’agosto 2010, proprio nella sua abitazione. Missiva scritta da Michele Misseri alla giornalista di Pomeriggio 5 Monica Arcadio.

Torna ad autoaccusarsi, zio Michele, cercando di rimettere in discussione una presunta centralità nel delitto, archiviata da tempo e tumulata dai tre gradi di giudizio che hanno sancito la condanna all’ergastolo per la figlia Sabrina Misseri e sua moglie, Cosima Serrano.

La posizione di zio Michele

La posizione di Michele Misseri è cambiata repentinamente durante la delicata inchiesta, e l’ipotesi di reato a suo carico derubricata nel corso delle indagini sulla morte di Sarah Scazzi. Non più scaltro assassino dentro i contorni del mite agricoltore, bensì ‘manovale’ addetto alle fasi finali del crimine compiuto dalle due donne di casa.

Nella lettera scritta dal carcere, dove sta scontando una pena definitiva a 8 anni per l’occultamento del cadavere di Sarah, il suo punto di vista riemerge con forza: “Non sto bene con la mia coscienza. Ho sempre detto che io sono il vero colpevole, non Sabrina e nemmeno Cosima o mio fratello Carmine”.

Ho visto l’intervista che hanno fatto dal carcere di Taranto, quello che hanno detto è tutto vero. Si vedeva che sono innocenti”, prosegue lo zio della 15enne uccisa, nella sua lettera.

Solo io sono tranquillo perché so cosa ho fatto alla piccola Sara e non sono creduto da nessuno. Sono nelle mani di Dio, solo lui sa se dico la verità”.

Il percorso di Sabrina Misseri in carcere

Di pochi giorni fa la notizia che Sabrina Misseri, dal prossimo ottobre, potrebbe usufruire di permessi premio per buona condotta. Una ‘detenuta modello’, questo il suo attuale profilo.

I legali della ragazza e della madre, Cosima Serrano (sorella di Concetta, mamma di Sarah Scazzi) hanno presentato ricorso alla Corte Europea per presunte irregolarità in fase processuale. Ricorso che, stando a quanto emerso, sarebbe stato dichiarato ammissibile aprendo alla prospettiva di una revisione del processo.