Casa degli orrori: tre bambini tra escrementi e cibo in decomposizione, madre sotto accusa

Ambienti sommersi di immondizia, scarafaggi ovunque e pareti ricoperte di feci umane. Non è parte di una sceneggiatura horror ma la cruda realtà di tre minori, trovati in condizioni disumane in una casa in Australia. Secondo le ipotesi investigative, costretti a una vita orribile dalla loro mamma.

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 11 maggio 2018

Casa degli orrori: tre bambini tra escrementi e cibo in decomposizione, madre sotto accusa

Nella casa degli orrori in Australia, tre bambini vivevano tra escrementi e cibo decomposto. Sotto accusa la madre, che rischia una pesantissima condanna. Al momento dell’irruzione in quel lager, gli agenti della polizia avrebbero documentato una situazione senza precedenti. Urine e feci su quasi tutte le superfici dell’appartamento, pareti comprese.

Tre bambini in una casa-lager in Australia

La stessa polizia non ha mai documentato una simile situazione. Lo rivela un portavoce delle autorità ai microfoni della stampa australiana, dopo la scoperta di una vera e propria casa degli orrori nella regione di Illawarra, Nuovo Galles del Sud.
A finire sotto accusa per le condizioni disumane in cui sono stati trovati tre minori la loro madre, che avrebbe costretto i piccoli in uno stato oltre l’immaginabile.

Gli agenti, giunti sul posto in seguito ad alcune segnalazioni, hanno scoperto una realtà senza precedenti nelle cronache locali.
Feci umane sui muri, sul pavimento, sui letti dei bambini, mosche e scarafaggi ovunque, cibo decomposto nella dispensa e in cucina.
Immediata l’attivazione dei servizi sociali, che hanno preso in carico i minori e affidati a una struttura protetta.
Sarà il tribunale di Wollongong a esprimersi sul caso, che lo stesso magistrato inquirente, Mark Douglas, ha definito come una verità sconvolgente e superiore a ogni crimine sui minori finora portato all’attenzione dei giudici australiani.
Sui pavimenti anche pannolini sporchi a non finire, e un fetore che rendeva l’aria praticamente intollerabile. La donna avrebbe tentato di giustificare la sua condotta, ascrivendo il pessimo stato dell’abitazione a un banale caso di muffa e un po’ di disordine. Un quadro completamente difforme dalla gravità di quanto documentato dagli investigatori.