Brindisi, vietati regali di fine anno ai maestri: la decisione di un dirigente scolastico

Quella dei doni di fine anno scolastico ai docenti è iniziata come una moda in punta di piedi, poi consolidatasi nel tempo fino a diventare una prassi che comporta anche alcune difficoltà per molte famiglie.

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    Brindisi, vietati regali di fine anno ai maestri: la decisione di un dirigente scolastico

    Fa discutere la decisione di un dirigente scolastico che, in provincia di Brindisi, ha vietato i regali di fine anno ai maestri. Niente doni ai docenti, e si fa espressamente divieto a questi ultimi (e anche ai bidelli) di accettarli. Il contenuto della circolare diffusa nell’Istituto di Francavilla Fontana pone un punto all’annosa questione: regalo sì o no?

    Stop ai regali ai maestri: circolare in un istituto del Brindisino

    Il dirigente scolastico della scuola di Francavilla Fontana (Brindisi) è stato chiaro. Si fa divieto a insegnanti e bidelli di accettare qualunque dono proveniente dai genitori.

    Stiamo parlando dell’ormai classico regalo di fine anno scolastico, introdotto in punta di piedi in sporadiche occasioni e poi diventato quasi un ‘dovere’. Abitudine, questa, che spesso mette in difficoltà famiglie meno abbienti nel versare la propria quota di adesione.

    Per questo, all’istituto comprensivo “Montessori – Bellotta”, si è stabilito chiaramente il divieto a questa pratica comune.

    La notizia, apparsa su Brindisi Oggi, è di quelle che lasciano il segno e tracciano un profondo solco tra il ‘prima’ e il ‘dopo’, con annessi pareri discordanti sulla liceità della circolare.

    Il motivo dietro la decisione di vietare i regali ai docenti

    “Ho saputo che in una classe erano stati chiesti 30 euro a famiglia, per i doni alle maestre. Mi è sembrato davvero troppo, un’esagerazione. Così mi sono attivato”, ha spiegato il dirigente ai microfoni di Donna Moderna.

    Non si tratta, però, di un arbitrario abuso della propria posizione bensì di un preciso orientamento che affonda la sua ragion d’essere nella legge vigente.

    “Non ho calato alcun divieto dall’alto – prosegue il dirigente – non ho inventato nulla. Anzi. Ho semplicemente ricordato a docenti, operatori e genitori quello che è già previsto dai contratti di lavoro e dai codici di comportamento degli insegnanti e dei dipendenti della pubblica amministrazione, disposizioni che esistono da quasi 20 anni”.