Bottega Veneta non è più sui social, ma le polemiche sì

Ecco perché sui social non si fa altro che parlare dei gioielli del brand del gruppo Kering

bottega veneta

Foto Instagram | Profilo ufficiale Diet Prada

È ormai nota a tutti gli amanti della moda, e non solo, la scomparsa di Bottega Veneta dai social newtork, Instagram in particolare. Una scelta di marketing? Un modo per far parlare di sé? No. Perché l’obiettivo del marchio, come spiegato Francois-Henri Pinault, CeO del gruppo Kering, non è quello di sparire dai social network, ma piuttosto “usarli in maniera differente”.

Al momento, Bottega Veneta ha deciso di far parlare i suoi brand ambassador, lasciando che siano loro a “parlare per il brand”. Quindi, nonostante siano nate diverse fanpage dedicate al brand, prima tra tutte New Bottega Veneta, che conta già 493mila follower, Bottega Veneta al momento non è ancora tornata su Instagram e sugli altri social network.

La polemica intorno ai gioielli di Bottega Veneta

Ma a far parlare tutti non è l’assenza del brand dai social media, ma bensì i suoi accessori. Basta aprire Instagram e fare una piccola ricerca per scoprire la polemica nata in questi giorni intorno ad alcuni gioielli di Bottega Veneta.

Diet_Prada, probabilmente il profilo Instagram “guardiani” della moda più seguito, ha pubblicato una serie di post in cui mostra alcuni gioielli del brand del gruppo Kering. Fin qui nulla di strano. Se non fosse che i pezzi proposti hanno prezzi esorbitanti e risultano molto simili ad altri gioielli, che sono però decisamente più economici e facilmente reperibili su siti come Amazon e Etsy.

A Bottega Veneta non viene solo contestato il prezzo da capogiro, ma anche il design, già visto e senza variazioni di nessun tipo.

In particolare, Diet_Prada si è focalizzato su due gioielli: una collanina di perline e un un’altra collana a spirale che ricorda il filo del telefono di casa.

La discussione sui gioielli proposti da Bottega Veneta si è spostata poi anche sui materiali utilizzati. Per la collanina con perline, infatti, nonostante il prezzo sia quasi di 3500 dollari, i materiali sono piuttosto cheap. Infatti, è realizzata in resina e argento sterling.

Per la collana intrecciata, invece, si scende a 2000 dollari, ma anche qui i materiali sono sempre gli stessi: 60% argento e 40% resina.

Insomma, il dibattito si è accesso e sarà difficile spegnerlo. Tra chi parla di capitalismo, tirando in mezzo altre maison di moda che propongono prodotti analoghi a prezzi altrettanto esorbitanti, e chi è ormai rassegnato al mercato della moda, rimane una grande verità, tirata fuori da uno dei tanti utenti di instagram: “Se il lusso avesse sempre una logica non sarebbe più lusso”.

Parole di Benedetta Minoliti