Bologna, la badante deruba due anziani. Il pm: ‘Fatto tenue, archiviare’

La richiesta della procura ha lasciato senza parole la coppia di coniugi vittima dei reiterati furti in casa. Annunciata l'opposizione all'archiviazione, mentre la badante continua a lavorare per altre famiglie.

Pubblicato da Giovanna Tedde Giovedì 13 settembre 2018

Bologna, la badante deruba due anziani. Il pm: ‘Fatto tenue, archiviare’
Foto: Ansa

Ha derubato due anziani per un bottino da circa 60mila euro. La Procura di Bologna, però, ha chiesto l’archiviazione del caso per la “tenue entità” del fatto che vedeva una badante sotto accusa. Grande sconforto per la coppia di coniugi che, oltre ad aver perso i ricordi più preziosi di una vita, sentono di aver subito una grave sconfitta per colpa della giustizia.

Badante ruba, il pm archivia

La badante di una coppia di coniugi di Bologna, una 40enne residente in città, ha confessato di aver sottratto ai due anziani gioielli per un valore di circa 60mila euro. Colpi messi a segno a più riprese, per cui il pm ha chiesto l’archiviazione.

Secondo la Procura, infatti, si tratterebbe di un reato di lieve entità. I fatti contestati risalgono al periodo tra settembre e dicembre 2017.

Grande l’insoddisfazione delle vittime, sintetizzate dalla dichiarazione dell’anziano riportata dal Resto del Carlino: “Nella richiesta di archiviazione mancava soltanto che il pm ci chiedesse di mandare alla ladra un mazzo di fiori e tante scuse“.

La 40enne avrebbe prestato servizio per i due pensionati nella piena fiducia di entrambi, che si erano anche affezionati a lei. Non si sarebbero accorti immediatamente, quindi, dei reiterati furti compiuti dalla badante, sino al giorno in cui l’anziana avrebbe deciso di prendere dei gioielli dal cassetto.

La scoperta dei furti e la denuncia

La scoperta, amarissima, li avrebbe messi davanti al fatto ormai compiuto: niente più oro, solo astucci vuoti. Facile intuire che alla regia della misteriosa sparizione dei preziosi ci fosse soltanto lei, la donna che prestava loro assistenza in casa e che era l’unica a conoscere l’esatto luogo in cui erano custoditi.

La badante è rea confessa, avendo ammesso le proprie responsabilità a carabinieri e malcapitati. Nonostante un primo, tiepido tentativo di rigettare le accuse, ha poi indicato alle forze dell’ordine i negozi in cui aveva versato i gioielli in cambio di denaro.

La denuncia, in mano ai militari della stazione di Navile, ha permesso di avviare accurate indagini e chiudere il caso. La vendita dell’oro rubato avrebbe fruttato alla donna almeno 22mila euro, ma il valore sarebbe ben più alto. L’anziana coppia ha potuto recuperare solamente un paio di orecchini, qualche istante prima che venissero fusi.

Nella richiesta di archiviazione avanzata dal pm ci sarebbe a chiare lettere una motivazione: l’esiguità del danno. Posizione che, ovviamente, è avversata dai coniugi che ribadiscono con forza l’elevata entità del furto.

La badante continua a lavorare

Nel frastuono di una vicenda controversa, si innesta anche il clamore destato dal fatto che la badante sia stata lasciata libera di esercitare ancora la professione presso altri domicili.

Il rischio, come ha spiegato il deputato di FI Galeazzo Bignami (amico della famiglia derubata), è la reiterazione del reato. Annunciata l’opposizione all’archiviazione.

Pochi mesi fa, il caso di una 37enne che avrebbe rubato 150mila euro a un’anziana facendo leva sui suoi sentimenti di pietà.