Bimbo di 2 anni salva la mamma e la sorellina dall’incendio in casa e muore tra le fiamme

'Mio figlio è il mio eroe, se non fosse stato per lui, sicuramente io e gli altri trenta abitanti dell'edificio non saremmo qui', ha spiegato Whitney la giovane 26enne mamma di DJ, il piccolo di 2 anni morto tra le fiamme.

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    Bimbo di 2 anni salva la mamma e la sorellina dall’incendio in casa e muore tra le fiamme

    Un bimbo di 2 anni ha salvato la mamma e la sorellina dall’incendio divampato in casa e poi è morto travolto dalle fiamme: era il 20 novembre 2015 quando accadde e per Whitney Johnson rimarrà per sempre una data indelebile nella sua mente e una ferita inguaribile nel cuore. E’ stata proprio Whitney a essere salvata da DJ, un piccolo eroe dal cuore grande che travolto dalla paura è scappato tra le fiamme e il fumo in camera sua, impedendo alla donna di ritrovarlo e trarlo in salvo.

    Oggi Whitney è tornata a parlare della tragedia che ha colpito la sua famiglia e ammette che la sua mente è costantemente attanagliata dal senso di colpa di non essere riuscita a salvare suo figlio: ‘Lui che mi ha salvato è morto, mentre io che non sono stata capace di proteggerlo sono viva’ e ha poi aggiunto: ‘Non manca mai la gente anonima che mi dice che avrei dovuto morire io nel fuoco e che è stata colpa mia se non ho salvato mio figlio’.

    Il ricordo di Whitney

    Era l’1.45 di notte del 20 novembre 2015: Whitney Johnson, giovane mamma di 26 anni, viene svegliata da DJ mentre dormiva sul divano con la figlia Nyla di cinque settimane. Un problema alla stufa aveva generato un incendio all’interno dell’abitazione e il piccolo DJ accortosi delle fiamme e del fumo inizia a chiamare la mamma a squarciagola. Whitney si sveglia e resasi conto della situazione scappa velocemente verso la porta tenendo in braccio la piccola e tenendo per mano DJ. La porta non si apre è chiusa, allora lascia per un attimo la mano di DJ per girare la chiave e lui scappa impaurito tra le fiamme, per raggiungere la sua cameretta. Lei nel fumo non riesce a vederlo né a recuperarlo.

    ‘Dopo essermi svegliata, tutto quello che ricordo sono fuoco ovunque e fumo nero. Sembrava un film del terrore, ho pensato Moriremo tutti. Dopo averlo lasciato per aprire la porta, DJ è corso nella sua stanza tossendo e urlando, in quell’inferno non riuscivo più a vederlo. Allora ho aperto la porta, ho affidato Nyla a una vicina e ho urlato per svegliare tutti e farli uscire dal palazzo, poi sono tornata indietro per riprendere mio figlio, ma a quel punto era troppo tardi: il fumo oscurava tutto, le fiamme mi impedivano di andare avanti. DJ è morto per le inalazioni di fumo dopo essere salito sul suo letto. Mio figlio è il mio eroe, se non fosse stato per lui, sicuramente io e gli altri trenta abitanti dell’edificio non saremmo qui’, ha raccontato Whitney, che da quella terribile notte è uscita con ustioni sul 29% del corpo. La figlia di 5 mesi invece, ha riportato ustioni sul 19% del corpo. Entrambe sono rimaste ricoverate in ospedale per 2 mesi.

    L’odio dei social

    ‘Spesso la gente fa commenti crudeli. I bambini piccoli, quando vedono Nyla, si spaventano e reagiscono davanti a lei come se fosse un mostro, ma gli adulti sono i peggiori: alcuni l’hanno chiamata una piccola Freddy Krueger’, ha spiegato Whitney. Ma la cattiveria e l’odio è forte anche online. Molti sconosciuti hanno affermato che non avrebbe dovuto morire il piccolo DJ, ma la madre: ‘Quando leggo quei commenti piango: tutte quelle persone non sono mai state nei miei panni. Ce l’ho con me stessa, ma so anche che non c’era assolutamente nulla che avrei potuto fare. L’unica cosa che mi rimane, e la sto facendo da tempo, è sensibilizzare la gente sulla sicurezza antincendio attraverso i social media, incoraggiando le persone ad adottare piani di salvataggio, anche insegnando ai propri figli a non correre se si sviluppa il fuoco in casa’.