Bimba di 2 anni uccisa dalla babysitter: natiche bruciate e picchiata a morte

La donna è stata arrestata con l'accusa di infanticidio e avrebbe confessato di aver agito per punire la minore. Sul corpo della piccola vittima i segni della bestiale violenza.

Pubblicato da Giovanna Tedde Martedì 20 novembre 2018

Bimba di 2 anni uccisa dalla babysitter: natiche bruciate e picchiata a morte
Foto: Pixabay

Orrore in Texas per la morte di una bimba di 2 anni, uccisa dalla sua babysitter. La donna, arrestata nella città di Arlington, avrebbe agito con una tale efferatezza da lasciare senza parole anche gli inquirenti. Alla minore sarebbero state bruciate le natiche e sarebbe stata brutalmente picchiata.

Babysitter arrestata con l’accusa di infanticidio

Shamonica Page è la babysitter finita al centro di un’inchiesta per infanticidio e arrestata dalla polizia di Arlington (Texas) poche ore fa.

Si trova in carcere con l’accusa di aver ucciso la bambina di 2 anni che le era stata affidata, al culmine di un vortice di indicibili violenze.

La piccola Aniyah Darnell sarebbe stata picchiata a morte dopo essere stata bruciata. Tra le ipotesi di reato a carico della donna anche maltrattamenti su minore, lesioni e omissione di soccorso.

Bambina punita e uccisa

Secondo le ricostruzioni, la donna avrebbe deciso di punire la bambina per i suoi capricci, inizialmente picchiandola senza pietà.

In seguito alla brutale aggressione, le avrebbe bruciato le natiche provocando gravissime ferite, alcune delle quali potrebbero essersi rivelate letali.

A dare contorni di maggiore chiarezza alla dinamica del delitto sarà l’esame autoptico disposto sul corpo della minore, su cui sarebbero apparsi evidenti segni di violenze.

I soccorsi, allertati nella serata del 17 novembre scorso, non sarebbero serviti a salvarle la vita. La bimba è deceduta poco dopo l’arrivo nel più vicino ospedale.

La confessione

Nel corso dell’interrogatorio successivo al fermo, Shamonica Page ha dichiarato agli inquirenti di aver picchiato la bambina anche con alcuni oggetti, tra cui una cinghia.

Non riusciva “a gestirla”, secondo la sua versione dei fatti, tanto da decidere di punirla con le percosse, spogliarla e cospargerle del liquido infiammabile sui glutei per poi darle fuoco.

Non avrebbe mostrato il minimo pentimento neppure davanti alle disperate urla della piccola, e avrebbe chiamato il 911 soltanto una volta che la vittima ha perso i sensi.

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