Bevono di più gli uomini o le donne? La rivoluzione femminile nei consumi del vino

Come sono cambiate le abitudini di consumo del vino? Secondo le nuove tendenze, il futuro del vino è rosa: studi recenti mostrano che il settore vinicolo sta diventando sempre più inclusivo e femminile.

Bevono di più gli uomini o le donne? La rivoluzione femminile nei consumi del vino

Foto Shutterstock | BGStock72

In un paese come l’Italia, che vanta una tradizione vitivinicola secolare apprezzata in tutto il mondo, il legame culturale con il vino è innegabilmente profondo. Negli ultimi anni, tuttavia, sono stati riscontrati dei cambiamenti notevoli da parte dei consumatori – non solo nostrani ma di tutto il mondo – sia per quanto riguarda le modalità di acquisto, che per la maggiore attenzione a un consumo più consapevole, emancipato e di qualità.

Come sono cambiati i consumi del vino?

L’incertezza economica degli ultimi anni ha fortemente influenzato le abitudini di acquisto dei consumatori: da un lato la pandemia ha portato a risparmiare maggiormente, dall’altro si tende sempre di più a spendere per supportare le imprese locali, anche quelle vitivinicole.

Da uno studio di Ipsos in collaborazione con Area Studi Mediobanca del 2021 è emerso, infatti, che la ricerca della qualità e del piacere tra le mura domestiche ha portato a una crescente informazione e consapevolezza nei consumi del vino, con sempre più persone, specialmente donne, che si rivolgono alle enoteche e preferiscono lo shopping local. È stato registrato anche un notevole incremento di persone che si sono affidate a negozi di vino online, orientando gli acquisti su vini di alta qualità a prezzo intermedio, a discapito delle etichette di basso costo distribuite dalla Gdo. Ciò perché sempre più consumatori preferiscono degustare vino a casa, una tendenza riconfermata dall’incertezza che domina ancora adesso a causa della guerra e dell’aumento dei prezzi.

La pink revolution nel mondo del vino

Un dato molto interessante, risultato di una ricerca condotta dalla Wine Intelligency per l’Osservatorio Uiv in collaborazione con Vinitaly, registra che, per la prima volta, nel 2021 le donne hanno sorpassato gli uomini nel consumo del vino, coprendo una percentuale pari al 55% del totale. Questo storico e importante sorpasso si è registrato considerando i consumatori regolari di vino: le donne tra i 18 e i 35 anni sono risultate il segmento di pubblico maggiormente interessato e coinvolto tra i wine lovers.

Il futuro del vino è donna quindi, grazie ai giovani che si approcciano al mondo vitivinicolo con maggiore consapevolezza e con una conoscenza del prodotto più profonda, che ha a sua volta incoraggiato un incremento della spesa media sul mercato interno.

Quali sono i vini più amati dalle donne?

Nello studio di Wine Intelligency con Vinitaly è emerso che sempre più vini italiani a Denominazione di Origine hanno raggiunto l’awareness dei consumatori: molte più persone riconoscono eccellenze enologiche come il Brunello di Montalcino DOCG, in testa alla classifica, seguito dal Prosecco DOC, il Chianti DOCG ed infine il Chianti Classico DOCG e il Montepulciano d’Abruzzo DOC. Ma le donne che cosa amano bere?

Già durante il Vinitaly 2018 era stato constatato che le donne sono curiose e amano sperimentare, risultando più propense degli uomini a scoprire ultime novità come i vini biologici e gli orange wines. Sfatato anche il mito che il pubblico femminile consuma solo vini leggeri e delicati: le donne bevono vini strutturati e hanno un debole per spumanti e passiti, con delle competenze enologiche elevate nonostante questo settore sia stato a lungo a prevalenza maschile.

La preferenza tra vini rossi e bianchi, invece, è distribuita in egual modo tra entrambi i sessi, mentre un’indagine condotta da Nomisma Wine Monitor smentiscedefinitivamente lo stereotipo del rosato come vino femminile: donne e uomini ne consumano quasi in egual misura, rispettivamente per il 73% e 67%.

Non solo consumi: donne e leadership nel mondo del vino

L’interesse delle donne nei confronti del vino non è limitato ai consumi: durante il forum di Wine2winetenutosi a Verona durante il Vinitaly 2021 è emerso che il numero di figure femminili coinvolte nella gestione di imprese enologiche è in aumento, iniziando a colmare il gender gap inerente i ruoli professionali legati al settore vitivinicolo.

Nello specifico, l’edizione Vinitaly 2022 ha testimoniato che la presenza delle donne nelle imprese del vino si concentra nel marketing e nella comunicazione per l’80% degli addetti, mentre nell’enoturismo e nelle altre attività turistiche costituiscono rispettivamente il 76-75% degli occupati. Prevalgono leggermente anche nel commerciale (51%) mentre nel vigneto e in cantina la loro quota crolla al 14%.

Ecco, quindi, che il mondo del vino si sta emancipando sempre di più, non solo per quanto riguarda i consumi e il numero di figure professionali femminili presenti nel settore, ma anche per la terminologia: parole come vino femminile o vino maschile sono ormai superate, in un ramo che sta progressivamente diventando più inclusivo.