Beve un drink durante una vacanza e diventa cieca: l’odissea di una 23enne

Gli esami clinici hanno evidenziato la presenza di un avvelenamento da metanolo, e le autorità greche avrebbero dato una risposta all'accaduto.

Pubblicato da Giovanna Tedde Giovedì 21 febbraio 2019

Beve un drink durante una vacanza e diventa cieca: l’odissea di una 23enne
Foto: Pixabay

Una vacanza con gli amici in Grecia, poi il malore e lo sconvolgente epilogo. Per Hannah Powell, protagonista di una storia assurda accaduta nel 2016, la vita si è trasformata in un’odissea. Ne ha parlato ai microfoni della BBC, raccontando di quel drink che l’ha resa cieca.

Diventa cieca dopo un drink

Hannah Powell, originaria di Middlesbrough (Regno Unito), ha parlato della sua storia, di quando, nel 2016, la sua vacanza in Grecia è diventata un incubo.

Si trovava a Zante con alcuni amici, e dopo una serata trascorsa in un locale ha accusato un grave malore.

Vomiti, vertigini e una spossatezza che l’ha subito messa in allarme. Non era l’effetto di una sbornia ma la ragazza, allora 23enne, aveva bevuto un drink a base di vodka che, in realtà, conteneva del metanolo. L’epilogo è stato devastante.

Tornata in albergo si è resa conto della gravità della situazione. Ha chiesto agli amici di accendere la luce, e la loro risposta l’ha spaventata: era già accesa, ma lei non vedeva.

La giovane è stata trasportata in ospedale, e poco dopo è subentrata una grave insufficienza renale.

Non sapevo perché non potevo vedere, pensavo che ci fosse qualcosa intorno ai miei occhi“.

Gli esami hanno confermato che la 23enne aveva manifestato i sintomi di un avvelenamento da metanolo. Lei è stata più sfortunata degli amici, che dopo aver bevuto lo stesso cocktail avevano lamentato solo dolori addominali e qualche altro disturbo transitorio.

La ragazza è stata sottoposta a dialisi per 18 mesi, poi sua madre le ha donato un rene. Ma la cecità le ha stravolto l’esistenza, e ha dovuto ridisegnare le sue abitudini per adattarsi alla perdita della vista.

Secondo le autorità greche, che hanno indagato sul caso, il mix potenzialmente letale sarebbe stato fornito al locale da una gang appartenente alla criminalità albanese o bulgara.