Bergamo, prostituzione e riti voodoo: ragazze schiave di una 44enne

Tre gli arresti eseguiti dalla Squadra mobile. In manette una 44enne e sua figlia, 22 anni, entrambe nigeriane e pregiudicate. Nella banda anche un 58enne italiano, ex guardia particolare giurata.

Pubblicato da Giovanna Tedde Mercoledì 17 ottobre 2018

Bergamo, prostituzione e riti voodoo: ragazze schiave di una 44enne
Foto: Pixabay

Al culmine di un’operazione della Squadra mobile di Bergamo, coordinata dal pm Davide Palmieri, sono stati eseguiti tre arresti. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip Federica Gaudino, riguarda due donne nigeriane e un italiano, accusati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione aggravata e continuata. Avrebbero schiavizzato ragazze sotto la minaccia di riti voodoo.

Tre arresti a Bergamo

Avrebbero costretto giovani ragazze nigeriane a prostituirsi, sotto la minaccia di riti voodoo, per questo a loro carico è scattata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. A firmarla il gip Federica Gaudino.

Gli arresti sono stati eseguiti dalla Squadra mobile di Bergamo, coordinata dal pm Palmieri. Al culmine della vasta operazione di polizia chiamata “Sister Joy”, sono finiti in manette due donne e un uomo.

Si tratta della 44enne nigeriana Joy Ojo, nota come ‘madame’ o ‘Mama Destiny’, della figlia 22enne Love Ogbemuda, detta anche “Susan” (entrambe pregiudicate) e del 58enne italiano Gian Pietro Verna, originario di Cassano d’Adda. Quest’ultimo, ex guardia particolare giurata, sarebbe risultato essere il compagno della 22enne, anche lui con precedenti alle spalle.

Le indagate sono residenti a Capriate San Gervasio. Insieme all’uomo, sono ritenute responsabili di un traffico sessuale volto allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione aggravata e continuata.

Le indagini

Le delicate indagini sono scattate dopo una segnalazione da parte di un’associazione antiviolenza cui una 20enne nigeriana si sarebbe rivolta.

Ha raccontato di essere arrivata in Italia con l’illusione di diventare una modella, nel 2015. Sarebbe partita insieme alla connazionale Joy, proprio sotto sue pressioni dietro la promessa di un futuro migliore. La vittima, però, aveva contratto per questo viaggio un debito di 35mila euro con la sua aguzzina.

Per saldarlo, secondo il disegno criminale dei 3, sarebbe stato necessario vendersi al mercato della prostituzione.

Per convincerla, la ‘madame’ avrebbe parlato di un rito voodoo, il “Juju”, che altro non sarebbe che un “giuramento debitorio” in uso in Nigeria.

Si tratta di un rito sciamanico volto a garantire che le ragazze mantengano fede agli impegni presi. Un escamotage per trarre in inganno le vittime e indurle a prostituirsi sotto lo stretto controllo dei trafficanti.

Secondo la testimonianza della prima giovane che ha denunciato, le prestazioni sessuali dovevano praticarsi dal martedì al giovedì e poi la domenica, con una precisa fascia oraria: dalle 21 alle 6.

Attività che avrebbe permesso alla banda di incassare cifre ragguardevoli a settimana. L’elemento psicologico avrebbe giocato un ruolo determinante nel preservare quel tessuto di crimini. La ragazza, infatti, avrebbe riferito anche di aver chiesto aiuto al fratello, attualmente in Nigeria. Questi, per paura degli effetti del rito, le avrebbe suggerito di eseguire gli ordini impartiti dalla ‘Signora’.

Unitamente al traffico di schiave sessuali adulte, in Nigeria sono attivi preoccupanti focolai di sfruttamento minorile. Primo fra tutti il dramma della tratta di bambine prostitute dirette in Italia a bordo dei barconi di migranti.