Bea la bambina di pietra è morta, ma c’è chi usa il suo nome per fare truffe

Degli sciacalli senza pietà sfruttano il nome e il ricordo di Beatrice, conosciuta come la 'bambina di pietra' per simulare raccolte fondi non autorizzare e truffare la gente di cuore.

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    Bea la bambina di pietra è morta, ma c’è chi usa il suo nome per fare truffe

    Beatrice, la piccola meglio nota alla cronaca come “bambina di pietra” a causa della grave malattia che la affliggeva rendendola immobile, è morta a febbraio, poco dopo la scomparsa della sua giovane mamma a causa di un tumore. Una tragedia famigliare che aveva commosso l’Italia intera. Ma a quanto pare non ci sono solo persone di buon cuore.

    Nonostante sia scomparsa qualche mese fa, il nome di Beatrice, la “bambina di pietra” viene usato da sciacalli veri e propri che si fingono autori di una raccolta fondi a suo favore, truffando così la gente.

    A Nichelino infatti, e nelle città limitrofe arrivano da giorni telefonate di truffatori senza scrupoli che chiedono soldi in suo nome. “Aiutiamo la piccola Bea, si è aggravata, dateci 30 euro“, è la richiesta che, come riportato sulle pagine di Torino Today, arriva da chi sostiene addirittura di chiamare direttamente dall’ospedale Regina Margherita di Torino.

    La famiglia nega con forza l’esistenza di qualsiasi tipo di raccolta fondi autorizzata, anche perchè purtroppo, come abbiamo scritto, Beatrice non ce l’ha fatta ed è morta a febbraio.

    “Diffidate da chi richiede soldi usando il nome di Bea” – invoca la famiglia, “e denunciate qualsiasi tipo di iniziativa legata a lei, perchè nessuno di noi ha mai fatto nè farà ciò” – e cioè sfruttare il nome di un piccolo angelo per derubare la gente.