Bari, 12enne morta in ospedale: allontanata una specializzanda che poteva salvarla

Una giovane 12enne è morta lo scorso settembre per ipetermia maligna all'ospedale di Bari durante un'operazione al femore. Dopo 4 mesi è stata avviata una commissione di inchiesta per stabilire le cause del decesso e le responsabilità mediche. Una specializzanda del quinto anno aveva giustamente diagnosticato l'ipertemia ma è stata allontanata dalla sala. Il farmaco che avrebbe potuto salvare la piccola non è stato somministrato in quanto risultava scaduto da 3 mesi

Pubblicato da Giulia Martensini Mercoledì 24 gennaio 2018

Bari, 12enne morta in ospedale: allontanata una specializzanda che poteva salvarla

Una ragazza di 12 anni è morta all’ospedale di Bari per una presunta ipertemia maligna. La giovane si era presentata in ospedale lo scorso settembre per una frattura del femore, all’ospedale Giovanni XXIII di Bari. Operata chirurgicamente è purtroppo deceduta il giorno 19 settembre. Una specializzanda del 5 anno in anestesia che aveva ipotizzato quale potesse essere la causa e salvare la piccola, è stata prima zittita e poi allontanata.

12enne morta a Bari, la specializzanda: “Ho ipotizzato si trattasse di ipetermia maligna”

Una giovane anestesista al quinto anno di specializzazione aveva intuito la diagnosi corretta e forse la piccola poteva essere salvata. “Ho ipotizzato in maniera esplicita che potesse trattarsi di ipertermia maligna. Ho toccato la fronte della paziente che sembrava calda” ha testimoniato la specializzanda davanti alla commissione di inchiesta sulla morte della piccola.
Dopo aver diagnosticato l’ipertemia maligna, la specializzanda aveva chiesto ai medici di fornirle un termometro e il dantrolene, un farmaco, che, in questi casi, avrebbe potuto salvarle la vita. Ma la sua opinione non è stata presa in considerazione dai medici, che anzi l’hanno allontanata dalla sala chirurgica.

Esonerata la specializzanda che poteva salvarla

Subito dopo l’inizio dell’intervento, la specializzanda capisce che la piccola sta male, e cerca di farlo notare ai medici ortopedici che stanno operando sull’arto fratturato. Dopo averle sentito la fronte, diagnostica una possibile ipertemia maligna,una rara malattia genetica che si sviluppa in seguito a complicazioni dovute all’anestesia. Una malattia difficile da individuare, ma non letale, se si somministrano i farmaci giusti. Ma l’opinione della giovane specializzanda non viene presa in considerazione, anzi : “mi viene detto di uscire dalla sala esonerandomi dalla mia attività”, ha sottolineato la donna alla commissione.

12enne morta in ospedale: scaduto il farmaco che poteva salvarla

Ma non è tutto. Il farmaco che avrebbe potuto salvare la vita alla piccola, il dantrolene “consegnato all’anestesia/sala operatoria il 4 giugno 2015 sarebbe scaduto nel giugno 2017” hanno scritto i commissari dell’inchiesta. L’unico medicinale che avrebbe potuto salvarla era scaduto 3 mesi prima e le scorte non erano mai state ripristinate. A distanza di oltre quattro mesi dai fatti e dopo i continui appelli del padre della piccola morta in ospedale a Bari, arriva dunque la relazione choc della commissione di indagine interna all’ospedale che il governatore pugliese Michele Emiliano ora vuole consegnare ai pm.