Bambina tetraplegica dopo il parto: l’ospedale non vuole risarcire

La storia di Eleonora, 10 anni, è fatta di sofferenze e clamorosi colpi di scena: compagnie assicurative e ospedale non avrebbero alcuna intenzione di risarcire.

Pubblicato da Giovanna Tedde Mercoledì 28 novembre 2018

Bambina tetraplegica dopo il parto: l’ospedale non vuole risarcire
Foto: Pixabay

La storia di Eleonora è durissima da raccontare, così come da ascoltare. Dopo il parto è rimasta tetraplegica, e insieme alla sua famiglia affronta un difficile cammino. L’ospedale, secondo quanto emerso, non vuole risarcire.

Eleonora, tetraplegica dopo il parto

Oggi Eleonora ha 10 anni e ha vissuto da guerriera, in barba alla sua tenera età, sin dalla nascita. Il parto non sarebbe andato come previsto, e una serie di circostanze opache l’avrebbero portata a restare tetraplegica.

Due ginecologhe dell’ospedale Ulss di Rovigo, come emerso in sede processuale, avrebbero tardato almeno 4 ore nell’esecuzione di un cesareo necessario, viste le condizioni di sofferenza della mamma.

Avrebbero fatto ricorso a manovre che, in quel caso, si sarebbero rivelate determinanti per l’epilogo dello stato di salute della bambina.

Niente risarcimento, famiglia sul lastrico

La famiglia di Eleonora ha affrontato una vera e propria odissea, non ultimo il baratro di una situazione economica sempre più precaria a causa delle ingenti spese per le cure della piccola.

I costi per le terapie, infatti, ammontano a circa 5mila euro al mese. Ma la famiglia non ha ottenuto alcun risarcimento.

Ospedale e compagnie assicurative si rifiutano di dare ai genitori ciò che gli spetta: 5 milioni di euro da versare alla famiglia, secondo quanto stabilito dal tribunale.

A microfoni delle Iene, il legale della famiglia ha ricalcato l’attuale quadro: non ci sarebbe alcuna volontà di risarcire, e la difesa delle compagnie assicurative ha già annunciato il ricorso in appello contro la sentenza.

Un iter che anche l’ospedale intende seguire, malgrado le accertate responsabilità emerse a carico delle due ginecologhe della struttura.

Una delle due dottoresse ha dichiarato che la partoriente avrebbe rifiutato il cesareo, versione smentita dalla madre della minore.

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