Babysitter uccide neonato di 2 mesi e lo riconsegna alla madre: ‘Sta dormendo’

La madre si sarebbe accorta che il piccolo era morto qualche minuto più tardi, perché la donna lo aveva riportato a casa avvolto in una tutina e con un cappellino per occultarne il decesso.

Pubblicato da Giovanna Tedde Martedì 8 gennaio 2019

Babysitter uccide neonato di 2 mesi e lo riconsegna alla madre: ‘Sta dormendo’
Foto: Pixabay

Avrebbe ucciso un neonato di 2 mesi senza pietà, per poi riportarlo a casa fingendo che stesse dormendo. È la cronaca di un orrore in arrivo dal Wisconsin, dove una babysitter è finita alla sbarra con l’accusa di omicidio. Ma non è il solo dramma scoperto.

Babysitter insospettabile

Sulla 28enne Marissa Tietsort, originaria di Wausau, nel Wisconsin, si sono accesi i riflettori delle cronache internazionali.

Il suo è il profilo di una insospettabile babysitter che, secondo l’accusa che la vede imputata in un processo per omicidio, sarebbe stata capace di un orrendo crimine.

Eppure ci sarebbero anche dei sinistri precedenti, seppure non dello stesso tenore. Molti genitori le affidavano i propri figli, investivano fiducia nel suo ruolo nonostante quell’asilo nido abusivo a lei intestato, allestito senza licenza.

A rassicurare le mamme e i papà di tanti minori della zona erano soprattutto i suoi modi “gentili e premurosi”, e quel suo essere madre apparentemente irreprensibile di 5 bambini.

La 28enne è finita a processo, incinta del sesto figlio, dopo essere stata denunciata dalla famiglia di un neonato di 2 mesi morto in circostanze oscure.

La morte del bimbo di 2 mesi

Il 18 ottobre scorso, la Tietsort avrebbe preso in carico un neonato di 2 mesi, affidatole per poche ore dai genitori. Lo avrebbe percosso con ferocia inaudita, come si legge nelle carte dell’inchiesta, sino a provocarne il decesso.

Avrebbe poi rivestito il piccolo con una tutina e un cappellino, in modo da riconsegnarlo alla madre senza che si rendesse immediatamente conto che era morto.

Una volta arrivata a casa della donna, le avrebbe ridato il figlio sostenendo che stesse dormendo.

Pochi minuti più tardi, la madre si sarebbe accorta che il bimbo non respirava, ma a nulla è valso il pronto intervento dei soccorsi.

Rintracciata dalla polizia, la babysitter avrebbe provato a difendersi negando ogni responsabilità, salvo poi ripiegare su una versione che ha lasciato i giudici senza parole.

Sapevo che il piccolo era morto ma ho taciuto perché in preda al panico“, ha riferito agli inquirenti in sede di interrogatorio.

Sul corpo del bambino segni evidenti di percosse: numerose le lesioni rilevate durante l’autopsia, e gravissimi i traumi alla testa.

I precedenti ignorati dalle famiglie

Non tutte le famiglie erano al corrente dei reali precedenti della donna. I genitori che si affidavano a lei ignoravano la presenza di alcuni episodi pregressi di natura inquietante.

Complice di un ritratto completamente disancorato dalla realtà il fatto che la 28enne fosse a piede libero nonostante alcuni conclamati casi di violenza sui minori.

Pochi mesi prima, esattamente nell’agosto 2018, era stata incriminata per gli abusi compiuti su una bimba di 11 mesi. Non ha scontato un solo giorno di carcere, e questo dettaglio è ora al vaglio delle autorità.

Si indaga per capire cosa possa aver permesso all’imputata di scampare al carcere nonostante un simile crimine alle spalle.

Ma non è tutto. Ci sarebbero altri bambini brutalizzati dalla 28enne, che sarebbero tornati alle loro case con evidenti segni di violenza. Le famiglie si sono decise a denunciare i fatti dopo la morte del neonato, e questo potrebbe costituire un’aggravante per Marissa Tietsort.

La babysitter avrebbe agito anche contro i propri figli. Quattro di loro sono stati affidati ai Servizi sociali.

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