Atto di nascita con due madri, il primo caso in Italia

Si tratta di una situazione inedita per la nostra nazione e il Tribunale di Pisa ha chiesto il parere della Corte Costituzionale: negare il riconoscimento a due madri potrebbe contravvenire alla tutela dei diritti del bambino? Con questo quesito si apre la possiblità che sull'atto di nascita possa essere indicata la 'duplice' maternità.

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    Atto di nascita con due madri, il primo caso in Italia

    Per la prima volta in Italia, un bambino potrebbe avere un atto di nascita con due madri. Il Tribunale di Pisa si rivolge alla Corte Costituzionale per sciogliere i dubbi sull’ipotesi che un rigetto dell’istanza possa essere una violazione dei diritti del minore. Il bambino è nato in Toscana nel 2016, dall’unione tra una donna italiana e la sua compagna statunitense. Negare questa ‘duplice maternità’ sul documento infrange la tutela dei diritti?

    Il caso del bambino con due madri: battaglia per l’atto di nascita

    Il quesito del Tribunale di Pisa è chiaro: negare l’indicazione di entrambe le madri nell’atto di nascita del loro bambino costituisce violazione dei diritti fondamentali del minore?

    Per dirimere l’intricata matassa, primo caso nazionale, si è rivolto alla Corte Costituzionale, in modo da verificare se il divieto di legge sulla menzione delle due madri lesbiche nel documento possa essere lesivo.

    Il bambino è nato in Italia 2 anni fa, precisamente in Toscana, dall’unione tra una donna italiana e una donna statunitense. Le due si sono sposate nel 2014 nel Wisconsin.

    Si erano rivolte ad una clinica danese per la procreazione assistita: il bimbo è stato concepito con donazione eterologa. Sul certificato di nascita compare esclusivamente il nome della madre gestazionale e, novità per il nostro Paese, è indicata la procedura di concepimento.

    Dopo un primo rifiuto all’Ufficio anagrafe e stato civile, hanno fatto ricorso al Tribunale di Pisa. Il problema è insito proprio nella trascizione della nascita con doppia maternità.

    E, in parte, i giudici sembrano dare ragione alla questione sollevata dalle due protagoniste della vicenda, ravvisando una dubbia legittimità costituzionale nel rigetto dell’istanza in senso stretto, nella legge vigente in senso più ampio.

    Da questo nasce la necessità di una valutazione sul caso dei due genitori dello stesso sesso da parte della Corte Costituzionale. Il tessuto su cui si posa la richiesta è quello di un’ipotesi di ‘irragionevolezza’ nel limitare “il diritto di persone che, in base alla legge straniera applicabile, sono legate da un rapporto di genitorialità-filiazione”.

    Prioriità, ovviamente, è l’interesse del minore, preminente rispetto ad ogni altra lettura del caso. La palla ora passa in mano ai giudici costituzionali: qualora l’impianto interpretativo del Tribunale di Pisa venisse accolto, in Italia si creerebbe un precedente di notevole importanza per i genitori dello stesso sesso.