Astori, l’esito della perizia: “Il calciatore non è morto nel sonno”

Novità dalle perizia su Davide Astori, il calciatore della Fiorentina morto il 4 marzo 2018, mentre era in ritiro con la squadra a Udine. Secondo quando riportato, se non avesse dormito solo qualcuno avrebbe potuto salvarlo.

Pubblicato da Redazione Venerdì 8 giugno 2018

Astori, l’esito della perizia: “Il calciatore non è morto nel sonno”

Nuovi dettagli della perizia sulla morte del calciatore della Fiorentina Davide Astori: il giocatore non sarebbe morto nel sonno. Secondo i primi pareri, infatti, il cuore avrebbe rallentato fino a fermarsi mentre, la nuova perizia, ha svelato che l’organo avrebbe iniziato a battere sempre più forte.

La perizia, su cui hanno lavorato professori Carlo Moreschi e Gaetano Thiene, esperti incaricati dal pm Barbara Loffredo, è stata consegnata nei giorni scorsi e, a quanto pare, ribalta e smentisce la tesi su quanto è accaduto al capitano della Fiorentina il 4 marzo 2018.

Fino a ora, infatti, si pensava che il difensore della Fiorentina ritrovato morto nella sua stanza d’albergo a Udine, fosse deceduto a causa della bradiaritmia portandolo via durante il sonno. Si scopre oggi, invece, che il 31enne sarebbe mancato a causa della “tachiaritmia”, un’accelerazione improvvisa dei battiti che porta il cuore a battere sempre più velocemente fino a fermarsi.

Secondo le ricostruzioni Astori si sarebbe svegliato e, se avesse condiviso la camera con un compagna di squadra, avrebbe potuto chiedere aiuto e salvarsi.